“Ho riconosciuto uno di loro perché ero qui prima che avvenisse tutto e loro erano già qui, poi sono andato a casa. L’ho riconosciuto dai tatuaggi, è un capo della MS13”, famosa gang sudamericana. A dichiararlo è il padre di Gianluca Ibarra Silvera, il ragazzo di 22 anni ucciso a coltellate alla stazione di Milano Certosa. Una rissa in dieci contro tre, scoppiata nella serata di martedì 26 maggio, per motivi ancora tutti da chiarire.
Sala: “no ai metal detector nelle stazioni”
Un ennesimo episodio di violenza sul quale Beppe Sala, sindaco di Milano, è intervenuto a margine di un evento sul Pnrr. “C’è da combattere una criminalità diffusa non solo a Milano, ma nel Paese. Molto spesso chi commette crimini efferati in generale reitera crimini che ha già commesso, cioè ha dato ampi segni prima”, ha sottolineato. “C’è troppa gente che commette reati e poi rimane in giro”.
Rigore sì, ma nessuno spazio alle strumentalizzazioni
“È chiaro che la sicurezza è responsabilità delle forze statuali e delle forze locali. Bisogna continuare a lavorare di più e assieme e poi serve tanta prevenzione”. E se “nessuno ha la bacchetta magica”. Serve “continuare a lavorare”, e, pur non volendo “sminuire la situazione”, Sala boccia l’idea di installare metal detector nelle stazioni ferroviarie, avanzata da Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza di Fratelli d’Italia. “Inviterei, per non avere 30 secondi di visibilità, a pensare a quello che si dice. Cosa vuol dire mettere il metal detector nelle stazioni, cioè mettere la gente in fila e impiegare 30-40 secondi per ogni persona che entra?”.
Tratto da www.today.it/cronaca

