Sempio: “non ho mai visto i video di Chiara”

Andrea Sempio

In un’intervista esclusiva a Quarto Grado, Andrea Sempio, l’unico indagato per il delitto di Garlasco, si difende

Per la prima volta da quando la procura di Pavia ha chiuso le indagini sul delitto di Garlasco, l’unico indagato Andrea Sempio è tornato a parlare ai microfoni di Quarto Grado ribadendo la sua innocenza. “Non ho ammazzato io Chiara Poggi”, ha detto parlando in esclusiva con la giornalista Martina Maltagliati. Il 38enne ha ammesso di aver colto la fine delle indagini preliminari con un sospiro di sollievo e ha assicurato di “poter spiegare tutto” ciò che gli inquirenti hanno raccolto su di lui. Sulla famiglia Poggi, dal suo amico Marco ai genitori, ha commentato: “Ne hanno sentite di ogni contro di loro, è il punto più viscido e basso di questa vicenda”.

D. Tutto si consuma però in un ambito sessuale, una tua ossessione sviluppata nei mesi per Chiara, forse perché avresti visto un suo video intimo con Alberto, e quindi è questo un po’ l’oggetto anche delle intercettazioni nella tua auto, nella Panda, dove tu faresti dei soliloqui.

R – Come detto, la mia posizione non cambia. E come ho detto altre volte, io non ho mai visto i video di Chiara, non c’è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c’è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene.

D. Lo sfondo sessuale, un movente sessuale dell’omicidio della sorella di uno dei tuoi più cari amici, quindi saresti anche stato nell’ombra per 19 anni facendo scontare il carcere a un’altra persona.

È un caso d’omicidio, in qualunque modo alla fine ci doveva essere un movente, un qualcosa che legasse assieme il tutto. Francamente sono talmente saturo da questa storia che, ho pensato: “Meno male che finalmente possiamo vedere cosa c’è sotto”. Poi nel merito delle intercettazioni, io ancora non le ho sentite, non ho risposto su questi punti con le autorità; pertanto, per il momento non andrò a rispondere neanche alla stampa su questi argomenti.

D. Se Marco Poggi, alla luce di un’inchiesta corposa, importante, della Procura di Pavia, iniziasse a nutrire dei dubbi su di te come assassino di sua sorella, questo, che effetto ti farebbe?

R. Pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c’è stato.
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