Andrea Sempio non riesce «a capacitarsi» anche «di questo movente sessuale» e ripete «ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale», dato che lui, poi, «non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare».
Così l’avvocata Angela Taccia, che assiste il 38enne col legale Liborio Cataliotti, riporta il pensiero del nuovo indagato (amico del fratello di Chiara Poggi) nell’inchiesta pavese, aperta da oltre un anno, sul caso di Garlasco, con riferimento all’imputazione che gli è stata notificata ieri con l’invito a comparire per il 6 maggio.
«Dobbiamo aspettare perché finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque elastica, comunque provvisoria», ha aggiunto. Sulla nuova ricostruzione della dinamica dell’aggressione che avrebbe subito la 26enne la legale precisa solo un aspetto: «L’unica cosa che apprendiamo è che a quanto pare l’assassino è uno, ma è d’altronde tutto il team difensivo della difesa che ha sempre sostenuto che l’assassino è uno».

