A che cosa mira Trump, senza ipocrisie

Trump

di Marcello Foa – Mettiamola così: per trent’anni gli Stati Uniti ci hanno fatto vivere nell’era dell’imperialismo mascherato da nobili intenzioni (esportare la democrazia, garantire le regole internazionali, combattere gli Stati canaglia, eccetera) iniziato con Clinton e finito con Biden e che ha portato ai disastri in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, a un doppio cambio di regime in Egitto (prima favorendo i Fratelli musulmani, poi rovesciandoli con un golpe militare), a destabilizzare la Tunisia, a bombardare Belgrado, a espandere la Nato a est violando la promessa fatta a Gorbaciov, a trasformare l’Ucraina in un vettore di crisi strategica con la Russia alimentando due rivoluzioni teleguidate (arancione e Maidan), una crisi poi sfociata in una drammatica ma evitabilissima guerra, a favorire immigrazioni incontrollate verso i Paesi occidentali.

Ora con Trump siamo entrati (o tornati?) nell’era dell’imperialismo esplicito, sancita dall’azione militare per rimuovere Maduro in Venezuela e quelle annunciate e molto probabili in Groenlandia, poi Colombia e forse anche Messico. Cambia la forma, non la sostanza.

E quali sono le ragioni che motivano Trump? Non bisogna essere ingenui, fa quel che ritiene necessario per difendere l’impero e inibire o perlomeno contenere la potenza emergente, ovvero la Cina. Dunque il petrolio venezuelano non serve agli Stati Uniti ma va sottratto a Pechino. La Groenlandia serve per le Terre rare e dunque per contrastarne il quasi monopolio cinese.

Sono giochi geostrategici, in cui valori e moralità c’entrano poco. Siatene consapevoli.

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