Avrebbero attirato con l’inganno la figlia nel proprio Paese d’origine, il Bangladesh, costringendola a sposarsi con un uomo più grande dopo averla drogata con sonniferi e tranquillanti, sequestrata e privata del cellulare per impedirle contatti con l’esterno. Con quest’accusa il sostituto procuratore Davide Ercolani ha chiesto il giudizio immediato per una coppia di bengalesi di 55 e 42 anni, marito e moglie.
Il viaggio in Bangladesh con una scusa e il matrimonio forzato
Entrambi sono finiti in manette lo scorso 1° ottobre, al termine delle indagini avviate lo scorso febbraio, in cui i carabinieri hanno ricostruito quanto avvenuto tra novembre 2024 e aprile 2025. Dopo averla fatto rientrare in Bangladesh con una scusa, i due avrebbero costretto la figlia 20enne, precedentemente residente a Rimini, ad accettare un matrimonio combinato con un connazionale da loro scelto.
La richiesta d’aiuto ai carabinieri e l’arresto in aeroporto
Dopo il matrimonio forzato, celebrato in Bangladesh il 17 dicembre 2024, la ragazza ha convinto i genitori ad allentare la stretta sorveglianza cui era sottoposta, riuscendo a mettersi in contatto con i carabinieri.
Il fatto che la famiglia pretendesse da lei una gravidanza, ha fornito alla giovane l’occasione giusta per chiedere di rientrare a Rimini per sottoporsi ad alcune terapie per la fertilità . I carabinieri si sono fatti trovare all’aeroporto di Bologna, dove la 20enne è atterrata, prendendola in consegna per inserirla in una struttura protetta, mentre i genitori sono finiti in manette.
I due hanno sostenuto che la figlia fosse consenziente al matrimonio e che le sue affermazioni sui maltrattamenti fossero del tutto inventate. Nei confronti di entrambi la Procura ha chiesto il giudizio immediato con l’accusa di maltrattamenti.
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