Inchiesta Milano, scattano gli arresti. Sala: “continuerò a lavorare”

Beppe Sala

Il gip di Milano Mattia Fiorentini ha convalidato sei arresti nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica

In carcere è finito Andrea Bezziccheri, il patron di Bluestone. Sono invece stati posti ai domiciliari l’ex assessore alla Rigenerazione Urbana di Milano Giancarlo Tancredi, l’imprenditore Manfredi Catella e il presidente della Commissione per il Paesaggio del Comune sciolta ad aprile Giuseppe Marinoni. I domiciliari sono scattati anche per Alessandro Scandurra, architetto e componente della stessa Commissione, e Federico Pella, ex manager della società di ingegneria J+S. Il gip ha parlato di un “sistema di corruzione consolidato”.

Le ordinanze sono state eseguite dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza. La settimana scorsa gli indagati, ad eccezione di Marinoni, erano stati ascoltati nell’interrogatorio preventivo, introdotto nel 2024 dalla riforma Nordio nei casi in cui la custodia cautelare sia motivata con l’esigenza di scongiurare il rischio di reiterazione del reato. A nulla sono valse le loro istanze difensive: il gip ha deciso di disporre gli arresti.

Il gip: “Gravi indizi e pericolo di reiterazione dei reati”

L’impostazione accusatoria è stata infatti esaminata dal gip “alla luce della documentazione prodotta dalle difese degli indagati e delle dichiarazioni acquisite a seguito degli interrogatori preventivi”. Il magistrato ha concluso la sussistenza di “gravi indizi di colpevolezza, con esclusione” solo di alcune condotte. “Quanto alle esigenze cautelari connesse al pericolo di reiterazione di reati, il giudice ne ha ritenuto la sussistenza e ha valutato che le stesse possano essere soddisfatte con le diverse misure cautelari applicate”.

“Sistema di corruzione consolidato”

Sull’urbanistica milanese c’era un “consolidato sistema di corruttela e commistione tra interessi pubblici e privati” per la “spartizione del territorio edificabile”, ha sottolineato il gip. E, “corrompendo il presidente” della Commissione Paesaggio Marinoni, il vicepresidente Oggioni e “singoli componenti”, tra cui Scandurra, “a loro volta influenzabili dai primi e soggetti alle pressioni di Tancredi”, “importanti costruttori privati potevano ottenere informazioni, anticipazioni e un occhio di riguardo per le pratiche di interesse”.

Sala: “Continuerò a lavorare per Milano con dedizione”

“Prendo atto dei nuovi provvedimenti emessi oggi dalla magistratura”. Lo spiega in una nota il sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Io continuerò a lavorare per Milano, con passione e dedizione – prosegue -. Rimane forte la mia attenzione per la fase delicata che sta attraversando Milano e spero che l’ex assessore Tancredi possa chiarire al più presto la sua posizione, nel massimo rispetto delle prerogative della magistratura”.

“Da privati pressioni su Sala con stop agli investimenti”

Costruttori e fondi immobiliari privati “si permettono di esercitare pressioni sulle più alte cariche istituzionali” di Milano, “compreso il sindaco Sala”, per “ottenere l’approvazione di progetti milionari prospettando, altrimenti, la sospensione degli investimenti e iniziative giudiziarie”. Secondo il gip documenti, chat e prove raccolte dalla Guardia di finanza dimostrano che a Milano “tutti, professionisti, politici e imprenditori, erano a conoscenza del fatto che le regole edificatorie venivano abitualmente piegate per soddisfare gli interessi degli investitori”. Un sistema tale da essere quasi “istituzionalizzato”, come dimostrerebbe il tentativo, poi fallito, di far approvare dal Parlamento la legge “Salva Milano” che “legittimasse le “ortopedie linguistiche e tecniche” alla base dei titoli edilizi “illegittimi” e i “disboscamenti dalle norme morfologiche” su altezze, volumi e distanze delle nuove costruzioni.

Di cosa sono accusati Tancredi e Catella

Tancredi si era dimesso lunedì dalla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sala e Catella, da amministratore delegato di Coima, aveva rimesso al Cda le deleghe a trattare con la pubblica amministrazione. L’ex assessore è accusato di concorso nei falsi e nella corruzione dell’ex presidente della commissione paesaggio, Giuseppe Marinoni. Il “re del mattone”, che con Coima ha cambiato lo skyline di Milano, risponde anche di corruzione per “parcelle” e “incarichi” da 138.873,19 euro versate all’ex membro della commissione, Alessandro Scandurra, in cambio del “contributo assicurato” dal 57enne nelle sedute in cui si sarebbero votati i progetti su Scalo Romana per il villaggio olimpico da convertire in studentato e P39-Pirellino. Entrambi perquisiti, sono stati loro sequestrati i telefoni il 16 luglio.
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