Keir Starmer non è più il primo ministro del Regno Unito
Il leader ha annunciato le sue dimissioni da capo del governo britannico e da leader del Partito laburista in un atteso discorso alla nazione davanti al 10 di Downing Street, a Londra. “Ho ereditato un partito politicamente, finanziariamente e moralmente fallito”, ha detto. “Ho parlato stamattina con sua maestà” re Carlo “per informarlo della mia decisione, ha aggiunto Starmer.
Il 63enne rimarrà formalmente in carica fino a quando il suo partito non avrà individuato il suo successore, per evitare un vuoto totale di potere. L’uscita di scena di Starmer, travolto dall’impopolarità causata anche dal caso Epstein e da un crollo verticale di consensi nel Paese e all’interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l’ex sindaco di Manchester, Andy Burnham.
L’ormai ex primo ministro britannico ha poi elencato una serie di risultati che ritiene di aver raggiunto durante i suoi due anni scarsi di mandato: “Abbiamo estirpato il veleno dell’antisemitismo. Abbiamo ripristinato la fiducia nell’economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale“. Ha poi aggiunto di aver riportato i Labour a schierarsi “con orgoglio accanto alla nostra bandiera nazionale, non contro di essa”. Tutte posizioni che, secondo Starmer, gli avrebbero proprio permesso di trionfare nel 2024.
La nuova vita di Starmer: “Più tempo per la mia famiglia”
“Quando lascerò il lavoro più importante del Paese, dedicherò più tempo al lavoro ancora più importante”, ha detto ancora il primo ministro dimissionario. “Essere il miglior marito possibile per la mia fantastica moglie Vic, che è stata una roccia al mio fianco nei momenti belli e in quelli brutti. Ed essere il miglior padre possibile per i miei splendidi figli, che sono il mio orgoglio e la mia gioia”.

