Parma, sale di preghiera islamica all’università: interrogazione al Ministro Bernini

Parma, sale di preghiera islamica

“L’Università di Parma – si legge in una nota di Futuro Nazionale Parma – ha recentemente confermato la presenza di sale preghiera all’interno di alcuni plessi universitari: una nel complesso di Economia in Via Kennedy e una nel Campus, presso il Plesso Q02 – Aule delle Scienze. Tali spazi risultano gestiti con il supporto dell’Associazione Studentesca Musulmana Universitaria (ASMU).

La notizia solleva interrogativi legittimi e doverosi sul criterio di utilizzo degli spazi pubblici all’interno di un’istituzione statale che, per sua natura, dovrebbe garantire neutralità, laicità e pari accesso a tutti gli studenti, indipendentemente dal credo religioso.

È necessario comprendere come sia stato possibile destinare locali pubblici a un uso specificamente religioso, e secondo quali regolamenti interni tali concessioni siano state autorizzate. La comunità studentesca e cittadina ha il diritto di conoscere i criteri adottati, le modalità di gestione e le ragioni che hanno portato a questa scelta.

In un contesto pubblico, ogni decisione che introduce spazi dedicati a una sola confessione apre inevitabilmente il tema della parità di trattamento. Se l’Ateneo ritiene opportuno mettere a disposizione luoghi di culto per i mussulmani allora è doveroso garantire pari opportunità anche alle altre comunità religiose presenti, in primis quella cristiana, storicamente radicata nel territorio e numericamente significativa tra gli studenti.

Il punto non è ostacolare la libertà religiosa, che resta un diritto fondamentale, bensì assicurare che le istituzioni pubbliche rimangano imparziali, evitando scelte che possano apparire privilegiate o sbilanciate verso una sola componente.

Chiediamo pertanto all’Università di Parma: di chiarire pubblicamente i criteri con cui tali spazi sono stati concessi; di rendere noto se siano previste procedure equivalenti per altre comunità religiose; di garantire che ogni decisione futura rispetti i principi di laicità, trasparenza e uguaglianza. La città e gli studenti meritano risposte chiare e una gestione degli spazi pubblici coerente con i valori della nostra comunità accademica e civile.

L’interrogazione al Ministro Bernini dell’onorevole Sasso

“Ancora una volta spazi pubblici – si legge in una nota – in questo caso dell’Università di Parma, destinati al culto musulmano, una religione che non ha mai rispettato quanto previsto dall’art.8 della Costituzione e cioè l’intesa con lo Stato. Giusto mercoledì scorso avevo denunciato in Aula alla Camera il rischio islamizzazione della nostra società, delle scuole e delle università.

“Una religione che prevede precetti incompatibili con il nostro ordinamento, eppure favorita da una sinistra sempre più filoislamica e da un centrodestra impaurito, timoroso e preoccupato di apparire poco moderato. Depositerò nelle prossime ore un’interrogazione al Ministro dell’Università Bernini per chiederle un parere su questa vicenda, in particolare della discriminazione della donna nella piccola moschea interna all’università di Parma. Sempre in attesa che il centrodestra moderato approvi la risoluzione di Futuro Nazionale con Vannacci che vieta l’islamizzazione di scuole e universitàâ€.

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