Gino Paoli si è spento nella notte a Genova, la cittĂ che lo aveva adottato e di cui era diventato l’emblema artistico
La notizia della scomparsa, avvenuta all’etĂ di 91 anni, segna la fine di un’epoca per la musica leggera italiana. La famiglia, nel comunicare il decesso, ha chiesto riservatezza per il dolore legato alla perdita di un uomo che ha saputo raccontare come pochi il disincanto e la fragilitĂ umana.
Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, Gino Paoli approdò alla musica dopo un percorso eclettico che lo vide impegnato come facchino, grafico e pittore. La sua formazione artistica maturò nei locali di Genova, dove divenne una figura centrale della cosiddetta “Scuola genovese” insieme ad amici e colleghi come Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De AndrĂ©.
Dopo una fase di crisi personale e creativa negli anni Settanta, Paoli inaugurò una straordinaria stagione di rinascita artistica a metĂ degli anni Ottanta. Nel 1984, il brano Una lunga storia d’amore — composto originariamente per la colonna sonora del film Una donna allo specchio diretto da Paolo Quaregna, che vide come protagonista Stefania Sandrelli.— lo riportò ai vertici delle classifiche. Questa “seconda giovinezza” culminò nel 1991 con l’album Matto come un gatto, trascinato dal singolo Quattro amici. Il brano, vincitore del Festivalbar, si impose come un inno generazionale grazie alla sua riflessione agrodolce sul disincanto della maturitĂ .
Parallelamente all’attivitĂ musicale, Paoli intraprese un significativo percorso civile: nel 1987 fu eletto deputato alla Camera nelle liste del Partito Comunista Italiano (come indipendente), dove si spese per la tutela del diritto d’autore e la promozione della cultura fino al 1992. Nello stesso periodo, ricoprì anche il ruolo di assessore alla cultura in diversi comuni liguri. https://tg24.sky.it

