di Franco Luceri – Il compianto professor Zichichi non si fidava dei suoi colleghi atei, che cercano di dimostrare che la natura non è stata creata da Dio.
Diceva: “tentano di derivare le leggi fondamentali dal Caos, ma non sono riusciti a combinare nulla, perché  scienza e Fede sono entrambe doni di Dio, non conquiste dell’intelligenza umana“.
Come dire che l’uomo di scienza ateo si sente architetto del Creato, ma non sa ancora come funziona e mai potrà saperlo negando l’origine Divina del pianeta su cui vive.
Da “banchieri” del sapere, gli scienziati si fingono capaci di progettare e curare tutto il mondo alla perfezione:
1)Â i cento sistemi sociali del mondo chiamati Stati.
2)Â Â la formazione giuridica e morale di 8 miliardi di umani.
3)  nonché la costruzione e manutenzione dei mezzi.
Ma che il loro servizio abbia poco di scientifico lo si deduce dal fatto che la crescita della cultura non accresce la qualità di vita dei popoli, ma la barbarie, il degrado intellettivo e morale dei potenti, e la fame e rassegnazione e morte degli impotenti. E persino la classe media impoverisce e fatica a non retrocedere.
I giovani che ereditano una casa dai loro genitori, devono svenderla perché non producono abbastanza per pagare utenze e manutenzioni.
Il banchiere propriamente detto, custode e distributore del denaro risparmiato dai popoli, non si arroga responsabilità sistemica e incassa compensi solo dai soggetti che finanzia, se la sua partecipazione li ha aiutati a produrre una reale crescita di profitti per mutuanti e mutuatari.
Invece i “sottuttoio” della scienza, burocrazia e politica, fingono di avere responsabilità sistemica, e pretendono compensi pubblici e privati crescenti dall’intera popolazione di contribuenti, poveri e poverissimi compresi. E questa è una tirannia legalizzata da millenni.
Il mondo scientifico ci arricchisce la vita di mezzi sempre più belli, perfetti, funzionanti: case, vestiti, telefoni, computer, auto, yacht e aerei che ci costano un occhio. Ma invece di adeguare culturalmente gli uomini ai mezzi, fa l’esatto contrario, forma autisti utilizzatori imbranati e addormentati che non sanno nemmeno dove cercare i comandi per accenderli e spegnerli senza danno per sé, per la collettività e per l’ambiente.
Una scienza che ti migliora le cose e ti peggiora gli uomini è più devastante del potere tirannico dei banchieri.
Un caro amico che ci ha lasciati da qualche anno, spiegava con queste parole la truffa dei banchieri del sapere che fingono di saper fare ciò che non sanno:
“Se sapessimo cambiare l’uomo, il mondo starebbe bene anche così”.
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Persino le caverne e la zappa sarebbero state più utili al genere umano delle conquiste scientifiche e democratiche, per le quali i banchieri del sapere pretendono investimenti crescenti, mentre i miliardi di poveri e i milioni di massacrati in guerra, fame e malattia restano sempre in costante lievitazione.
 Perciò i guasti della democrazia italiana non sono imputabili ai mezzi sbagliati o insufficienti (la produttività , le tasse, gli investimenti pubblici, la finanza, le leggi, la Costituzione, il debito pubblico o lo spread) ma agli uomini di governo: ai banchieri della cultura, della politica, del mercato e della Finanza, “perfetti” per qualunque sistema sociale, ma rigorosamente totalitario, dovendo asservire gli uomini ai mezzi, per uno sfruttamento minimo delle cose e massimo degli uomini.
Il mondo della cultura ci recita quotidianamente questa poesia:
La scuola non funziona perché il governo ha ridotto i finanziamenti.
La sanità non funziona perché il governo ha ridotto i finanziamenti.
L’Italia non funziona perché il governo non tassa abbastanza gli imprenditori.
Ma se gli imprenditori continuano a fallire, pure esentasse, vuol dire che il contributo produttivo della scienza e derivati è da bancarotta.
È la presunzione, (figlia legittima dell’ateismo) ad aver rimpicciolito la misura dei neuroni nel cervello umano, che ora funziona a gettone.
Il sapere non serve per produrre ricchezza propria e contribuire ad alleviare la povertà altrui, ma per rubare o contabilizzare la ricchezza prodotta dagli ignoranti asserviti e sfruttati a pane e acqua.
Franco Luceri

