D’Alema: ‘in Europa dovremmo attrarre 150 milioni di migranti”

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La democrazia occidentale è “malata” e rischia di trasformarsi in un “guscio vuoto”. E l’Europa? “Rischia di finire fuori quadro”

Massimo D’Alema lancia l’allarme sullo stato di salute del vecchio continente. L’ex presidente del Consiglio, volto storico del centrosinistra e tra la figure di spicco del post-comunismo in Italia, non usa mezzi termini e invita i governi a guardare all'”unità”. L’unico modo per consentire all’Europa di “essere una grande potenza”.

“Dovremmo attrarre gli immigrati”

Le riflessioni di D’Alema sono state pubblicate sul primo numero de “Il Viaggio magazine”, mensile diretto da Virginia Saba – ex compagna di Luigi Di Maio – e distribuito sui voli Aeroitalia. Nel corso dell’intervista l’ex presidente del Consiglio ha fornito la sua ricetta per invertire la rotta che rischia di imbeccare il vecchio continente: “Alla fine del secolo tutto ciò che noi chiamiamo ‘Occidente’ – noi, l’America, il Canada – sarà il 10 per cento dell’umanità, con una media di 50 anni. Se l’Europa chiudesse le frontiere, come teorizzano alcuni poco lungimiranti, a fine secolo avremmo 350 milioni di abitanti nell’Unione europea, con un’età media di 60 anni e il collasso di tutte le attività economiche, dei sistemi di welfare e pensionistici”.

La “profezia” e la possibile soluzione

“Diventeremmo una gigantesca Rsa. Se l’Europa vuole sopravvivere, da qui a fine secolo deve integrare almeno 150 milioni di immigrati. Dunque, invece di chiudere le frontiere e respingerli, dovremmo attrarli. Altrimenti non avremo più fabbriche, né ospedali, né chi paghi i contributi delle pensioni”. Una strada che sembra difficile da percorrere visto il quadro politico attuale, evidenziato dallo stesso ex presidente del Consiglio.

“Vincono le elezioni quelli che dicono che dobbiamo chiudere le frontiere. L’imbarbarimento è una forma di regressione, una patologia. In Italia abbiamo un governo che dice che il problema italiano è come fermare l’invasione”, ha spiegato D’Alema. “Ma noi non siamo invasi, dato che la popolazione residente in Italia diminuisce ogni anno di 150-180 mila abitanti, al netto delle poche migliaia che sbarcano. Fortunatamente qualcuno riesce ad arrivare altrimenti chiuderebbero tante attività economiche”.
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