La Svizzera congela i beni di Maduro e dei suoi collaboratori

Maduro

Un blocco dall’effetto immediato. La Svizzera ha congelato tutti i beni detenuti da Nicolas Maduro e dai suoi associati. La decisione del governo di Berna è stata presa dopo l’arresto dell’ex presidente venezuelano da parte delle forze statunitensi e il suo trasferimento nel Paese a stelle e strisce.

Come funziona il blocco dei beni

Lunedì 5 gennaio il Consiglio federale svizzero ha deciso di bloccare con effetto immediato i beni presenti nel Paese elvetico che appartengono a Maduro e ai suoi collaboratori. L’obiettivo è quello di “garantire che i valori patrimoniali di provenienza illecita non possano uscire dalla Svizzera” allo stato attuale.

In “applicazione della legge federale concernente il blocco e la restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte all’estero (Lvp)” il governo di Berna ha “deciso di congelare a titolo cautelativo gli eventuali beni detenuti in Svizzera da Nicolas Maduro e da altre persone a lui vicine”, specifica una nota. La misura, valida per i prossimi quattro anni, non si applicherà ai membri dell’attuale governo venezuelano. Il blocco deciso nelle ultime ore si aggiunge alle sanzioni esistenti che la Svizzera ha imposto al paese sudamericano a partire dal 2018.

Il blitz di Trump parla più agli americani che al mondo

La Svizzera “segue da vicino la situazione in Venezuela. Ha chiesto un allentamento delle tensioni, moderazione e il rispetto del diritto internazionale, compreso il divieto dell’uso della forza e il principio del rispetto dell’integrità territoriale”, prosegue la nota diffusa dal governo elvetico. Il governo di Berna ha sottolineato di aver “ripetutamente offerto i suoi buoni uffici a tutte le parti in causa al fine di trovare una soluzione pacifica alla situazione”.
www.today.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *