In Italia ci mancavano le lezioni di sharia, ovvero la sacra legge islamica
di Giulia Sorrentino – Siamo a Brescia, e a organizzare l’evento che si è tenuto ieri, dalle 10 del mattino alle 18) è il Centro Culturale Islamico di Brescia, con il patrocinio dell’Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide. Un corso dal titolo: “Introduzione allo studio degli obiettivi della Shari’ah”. Con la “docenza” di Sheikh Amin Al-Hamzi, che è anche “Membro del consiglio europeo per la Fatwa e la Ricerca”.
Secondo quanto risulta a Il Giornale, i partecipanti sarebbero circa una cinquantina, tutti di fede musulmana, radunatisi presso la sede della moschea, situata in uno spazio nuovo e abbastanza ampio in una zona periferica della città , in via Corsica 361. Tra gli elementi da sottolineare c’è la forte vicinanza dell’ente che patrocina l’evento e l’Istituto Bayan (Istituto italiano per gli studi italiani e umanistici). Quest’ultimo, sito a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, è stato citato dal report degli 007 francesi sul fondamentalismo islamico: “L’Istituto Italiano degli Studi Islamici e Umanistici, noto come Bayan, ha ricevuto finanziamenti kuwaitiani attraverso l’International Islamic Charity Organisation. Diventerebbe il principale centro di formazione per gli imam in Europa e rilascerebbe un diploma di insegnante professionista a beneficio delle scuole e dei centri islamici in Europa”.
E, infatti, come si legge sullo stesso sito del Bayan, loro hanno aperto “in collaborazione con l’Associazione Islamica Italiana per gli Imam e i Guidi, i programmi paralleli per l’anno 2024” e “il Signor Amin Al Hamzi, responsabile del programma designato dalle due istituzioni, ha tenuto una conferenza in cui ha illustrato il programma e l’importanza della partnership tra il Centro e l’Associazione nei programmi paralleli, nonché l’importanza della conoscenza e della mappa delle Scienze Religiose”. E Al Hamzi è, appunto, colui che tiene il corso sulla Sharia a Brescia.
Sharia che vede come principio cardine la sottomissione alla volontà divina, partendo dall’idea che la legge non sia creata dall’uomo ma rivelata da Dio, e che quindi non possa essere messa sullo stesso piano delle leggi civili occidentali, fondate sul consenso umano e modificabili nel tempo. Questo implica una visione in cui l’etica, il diritto e la religione sono profondamente intrecciati.
Un ulteriore punto di frattura con l’Occidente riguarda la disuguaglianza giuridica tra uomo e donna. Nella Sharia i diritti non sono simmetrici: l’uomo gode di una posizione giuridica prevalente nel matrimonio, nell’eredità , nella testimonianza e nella gestione familiare.
Sul piano penale, la Sharia entra in conflitto diretto con l’ordinamento italiano per la concezione della pena. Le pene corporali, le sanzioni predeterminate per alcuni reati e l’idea della punizione come espiazione religiosa sono incompatibili con un sistema che esclude trattamenti inumani o degradanti, tutela i diritti dell’imputato e concepisce la pena come strumento di proporzionalità , garanzia e rieducazione.
A commentare l’episodio è l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint: “Denunciamo e combattiamo la galassia islamista che punta a conquistare l’Italia e l’Europa. Stiamo smontando, pezzo dopo pezzo, una rete organizzata di fondamentalisti che opera nell’ombra ma con un disegno chiarissimo, quello di infiltrarsi in Occidente e poi stringerci come in una morsa per sovvertirne l’ordine democratico. A questo mosaico si aggiungono oggi nuovi tasselli: l’Ucoii, con le sue moschee finanziate da milioni di euro provenienti dal Qatar, come nel caso di quella di Brescia, e il collegamento con l’istituto di formazione Bayan di Verona già citato nel report dell’intelligence francese per la sua vicinanza ai Fratelli Musulmani.
Si delinea così, con sempre maggiore evidenza, la rete della Fratellanza Musulmana che organizza moschee, predicatori e centri di formazione per costruire consenso, plasmare fedeli militanti e orientare l’azione politica dell’islamismo radicale”.
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