Poliziotto accoltellato da un marocchino, Sala: “l’immigrazione serve”

Beppe Salla

“L’immigrazione serve. Negarlo vuol dire vivere scollegati dalla realtà” dichiara Beppe Sala, sindaco di Milano

di Federico Garau – Il terribile episodio dell’accoltellamento del vice-ispettore di polizia Christian Di Mauro, ridotto in fin di vita da un clandestino di nazionalità marocchina mentre svolgeva il suo lavoro, non è evidentemente sufficiente per il sindaco di Milano Beppe Sala a mettere in discussione il tema dell’immigrazione in Italia. Meglio invece, come il primo cittadino del capoluogo meneghino è uso fare, scagliarsi contro chi osa mettere in dubbio il dogma delle “porte aperte”, criticando quanti hanno l’ardire di denunciare lo stato di pericolo e di degrado che impera in varie zone della città.

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“L’immigrazione serve. Negarlo vuol dire vivere scollegati dalla realtà”, dichiara infatti Sala, che fino a ieri puntava il dito contro il governo perché da lui ritenuto poco solerte nell’attuare le pratiche di espulsione. “In ogni caso, è una questione di umanità”, aggiunge riesumando il solito mantra, “decine di migliaia di immigrati vengono sfruttati e umiliati nei campi per permetterci di avere sulle nostre tavole i buoni prodotti della nostra terra. Non possiamo più continuare a girarci dall’altra parte”.

sala migranti

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D’altro canto, secondo il sindaco, il problema della presenza sul territorio nazionale di soggetti che agiscono come il marocchino 37enne, sta ai piani alti. “Ma è altrettanto evidente che se una Questura emette un decreto di espulsione, poi va eseguito. E diciamo la verità, quasi mai avviene”, affonda Sala, dimenticando evidentemente che chi si è trovato al governo negli anni precedenti quello Meloni non ha certo perso il sonno per porre un freno e un rimedio a tale situazione annosa e problematica.”Queste sono solo regole di buon senso, che però andrebbero applicate”, prosegue il primo cittadino di Milano, “se invece vogliamo continuare a perdere tempo in logoranti dibattiti pseudo politici, che la gente non capisce più, facciamo appunto pseudo politica e non vera politica. Con i risultati che vediamo tutti”.

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Le dichiarazioni di Sala hanno provocato l’immediata reazione dell’opposizione. “Stanotte in Centrale un egiziano, dopo essere stato denunciato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale, ha pensato bene di prendere a sassate la polizia”, racconta Silvia Sardone. “Un agente ha sparato un colpo di pistola, colpendolo alla spalla, per fermarlo: ha fatto benissimo”. Il problema, come sempre accade in queste circostanze, è che la legittima difesa scatenerà le proteste dei soliti noti. “Attendiamo ora i perbenisti di sinistra anti-divise che metteranno sotto processo mediatico l’operato delle forze dell’ordine”, spiega infatti la consigliera comunale.

“Giusto stamattina Sala, ai tempi a capo delle marce pro-clandestini, ha spiegato come l’immigrazione sia un plus, che servono più immigrati…”, prosegue l’europarlamentare del Carroccio riferendosi alle recenti esternazioni del sindaco. “Chissà a cosa servono tutti quei fantasmi che popolano le stazioni milanesi perché richiamati dalle varie iniziative pro accoglienza sfrenata del Comune di Milano”, affonda Sardone. L’episodio da lei citato ricorda molto da vicino quello accaduto la scorsa notte a Lambrate ai danni del vice-ispettore Christian Di Mauro .”La città è completamente fuori controllo a causa della delinquenza extracomunitaria. La giunta Pd ne prenda atto anziché incolpare il governo. Rinnovo la mia solidarietà a tutto il meraviglioso corpo della Polizia di Stato”, conclude la consigliera comunale.

“Il sindaco Sala ha finalmente compreso un punto fondamentale: la necessità di procedere con i rimpatri degli immigrati irregolari pericolosi. Ebbene, vogliamo dare una buona notizia al sindaco e ai cittadini milanesi che hanno a cuore la sicurezza della città”, afferma invece il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che ricorda come il ministro Piantedosi sia al lavoro insieme al suo gruppo per realizzare un nuovo Cpr a Milano. Si tratterà di una “struttura che dovrà trattenere soggetti altamente pericolosi come l’immigrato che ha tentato di uccidere un poliziotto, un criminale che era gravato da decreto di espulsione ma non era trattenuto in un Cpr per mancanza di posti disponibili”.

“Se il sindaco Sala vuole rafforzare la sicurezza della città, con fatti concreti e non solo a parole, collabori con noi per la realizzazione della struttura al fine di favorire quei rimpatri che lui stesso ora invoca”, aggiunge.
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