Uccisa e gettata in carrello, 17enne cingalese a giudizio immediato

Michelle Causo

Giudizio immediato per il giovane, cittadino cingalese, che nel giugno scorso ha ucciso a Roma, nel quartiere Primavalle, Michelle Maria Causo per poi tentare di disfarsi del corpo lasciandolo su un carrello della spesa in strada. Il gip del Tribunale per i Minorenni ha accolto la richiesta del pubblico ministero fissando il processo al 6 febbraio prossimo.
All’imputato viene contestato l’omicidio aggravato, fra l’altro, dalla premeditazione, l’occultamento e il vilipendio di cadavere. I genitori della giovane vittima sono assistiti dagli avvocati Antonio Nebuloso e Claudia Di Brigida.

L’omicidio di Michelle Maria Causo

Michelle è stata uccisa il 28 giugno scorso. Il coetaneo indagato è stato arrestato con ancora addosso le scarpe macchiate dal sangue. Il ragazzo è stato rintracciato poco dopo il rinvenimento del cadavere, grazie alla testimonianza di un residente che lo aveva visto trascinare un sacco. “Contiene pesce”, aveva detto. Altro sangue è stato poi trovato sulle scale del palazzo dove il giovane vive insieme alla mamma, a poche centinaia di metri dai cassonetti.

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma e del commissariato Primavalle, che si trova a poca distanza dal luogo del ritrovamento, hanno seguito a ritroso le tracce lasciate per strada e sono così risaliti a una palazzina a pochi metri, in via Giuseppe Benedetto Dusmet. I sospetti si sono poi concentrati poi sul giovane, anch’egli minorenne, amico della vittima.

I risultati dell’autopsia

I risultati dell’autopsia sul corpo della vittima, hanno escluso la violenza sessuale. Secondo un primo esame medico legale, Michelle sarebbe stata raggiunta da diversi colpi, assestati con un coltello da cucina, e poi colpita dal suo aggressore più volte, al collo, all’addome e alla schiena. L’esame autoptico è stato svolto presso l’istituto di medicina legale del Policlinico Gemelli. E’ stato poi confermato il quadro delle ferite riscontrare nelle ore successive all’omicidio: Michelle è stata colpita da almeno 6 coltellate inferte con un coltello da cucina.

La versione di O.

Il giovane, coetaneo di Michelle, è nato e cresciuto a Roma da genitori originari dello Sri Lanka. Dagli interrogatori del giovane era emerso un debito di appena trenta, quaranta euro al massimo: lo avrebbe detto proprio il ragazzo al pubblico ministero Anna Di Stasio della procura minorile della Capitale.

“Michelle era infuriata perché non avevo i soldi che le dovevo. Ha iniziato a offendermi e urlare, ho visto il coltello davanti a me e l’ho preso. Non ho capito più nulla”, è la ricostruzione di O. “Abbiamo avuto una lite per 30-40 euro – ha raccontato il ragazzo – poi la discussione è degenerata perché io ero fatto”, avrebbe poi aggiunto. La confessione, secondo il pm minorile Anna Di Stasio, non ha convinto. Il sospetto è che il ragazzo fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti. Anche lui ha negato di avere una relazione o una simpatia per Michelle: “Assolutamente no, eravamo solo amici. Era un’amica della mia ex”.
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