“Propofol a pazienti Covid”, medico accusato di omicidio. Pg: ‘perizia o va assolto’

mortalità in terapia intensiva

BRESCIA, 13 OTT – Il sostituto procuratore generale di Brescia ha chiesto la rinnovazione dibattimentale e una perizia nell’ambito del processo d’appello a carico del medico Carlo Mosca, arrestato nel 2021 quando era primario al pronto soccorso di Montichiari, nel Bresciano, con l’accusa di aver ucciso volontariamente due pazienti Covid iniettando loro farmaci incompatibili con la vita. Mosca, rimasto ai domiciliari per più di un anno, in primo grado era stato assolto con formula piena dopo che il pm Federica Ceschi aveva chiesto la condanna a 24 anni di carcere.

Per i giudici di primo grado il medico era stato vittima di “un’accusa calunniosa di omicidio” da parte di due infermieri per i quali sono stati trasmessi gli atti in procura per il reato di calunnia.

“La minima quantità di Propofol ritrovata in uno dei due pazienti è un falso positivo oppure era effettivamente presente? Credo che avere una risposta definitiva sarebbe importante. Serve una perizia per capire se il Propofol sia stato somministrato quando era in vita, se ha raggiunto il cervello o se invece è stato somministrato post mortem” ha detto il sostituto pg. “Se la Corte non dispone la rinnovazione dibattimentale e quindi una nuova perizia, chiedo l’assoluzione dell’imputato e quindi la conferma della sentenza di primo grado” ha chiuso l’accusa. (ANSA).

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