Ucraina, Borrell: le scorte di armi dei Paesi UE sono gravemente “esaurite”

Borrell

Bene il sostegno militare dell’Ue a Kiev per aiutare l’esercito ucraino prima nella resistenza all’invasione della Russia, e adesso, forse, per la controffensiva a Kherson. Ma questo supporto sta sollevando un problema non da poco: le scorte di armi dei Paesi europei sono gravemente “esaurite”. A lanciare l’allarme è stato il capo della politica estera dell’Ue, l’alto rappresentante Josep Borrell.

Durante un dibattito al Parlamento europeo a Bruxelles, Borrell ha esortato gli Stati membri a ricostituire i loro arsenali, affermando che il modo migliore è farlo “insieme”, perché sarebbe “più economico”. Un riferimento alla proposta della Commissione europea di costituire una sorta di centrale unica di acquisto di nuovi armamenti sulla scorta degli impegni presi con la cosiddetta Bussola strategica, ossia la strategia Ue per una maggiore integrazione nel campo della difesa. Il modello sarebbe più o meno quello dell’acquisto congiunto di vaccini, che ha permesso all’Europa di evitare che ogni singolo governo contrattasse le forniture, con perdite di tempo e di denaro. Nella difesa, a oggi, la cooperazione sugli armamenti tra i 27 Paesi Ue è ferma all’11% del totale di armi acquistate dai governi del blocco. Il target di Bruxelles è il 35%.

Le dichiarazioni di Borrell arrivato a pochi giorni da quelle della ministra tedesca degli Esteri, Annalena Baerbock, che nel rispondere alle critiche da parte ucraina (ma anche polacca) per il presunto mancato impegno nelle forniture di armi a Kiev, ha spiegato che a Berlino le scorte sono agli sgoccioli: “Vorremmo sostenere militarmente l’Ucraina con tutto ciò che abbiamo. Ma sfortunatamente, nella situazione attuale, abbiamo un deficit assoluto nei nostri stock” di armamenti.

Secondo i dati dell’Ukraine Support Tracker, database curato dal Kiel Institute for the World, l’invio di armi da parte dei Paesi Ue, esclusi la Polonia e i baltici, è stato finora inferiore agli impegni presi. Inoltre, per tutto luglio, i sei Paesi più grandi d’Europa, tra cui l’Italia, non hanno preso nuovi impegni militari per sostenere l’Ucraina. Si tratta della prima volta da quando è scoppiato il conflitto. In compenso, proprio in estate, a Kiev sono arrivati armamenti promessi nei mesi precedenti, ma il cui invio è stato ritardato per diverse ragioni.

A proposito di ritardi, Borrell ha anche ammesso che l’Ue avrebbe dovuto iniziare ad addestrare le truppe ucraine un anno fa, quando alcuni Stati membri lo hanno chiesto, dicendo che se ciò fosse accaduto, “saremmo in una situazione migliore”. La scorsa settimana, in una riunione informale dei ministri della Difesa europei a Praga, è stata discussa una missione di addestramento militare a livello dell’Ue, nonché un migliore coordinamento su attrezzature e risorse militari.  https://europa.today.it

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