Udine: si vaccina e sta male. Il Pronto soccorso: “non ci compete”

pronto soccorso senza tampone

L’Italia pandemica assomiglia tragicamente a quella post 8 settembre del 1943, con il Re e i comandi militari in fuga per mettere in salvo se stessi e le proprie famiglie e i soldati e la popolazione lasciati senza ordini alla mercè degli eventi, delle rappresaglie dei tedeschi e dei bombardamenti anglo-americani.

Aldilà del capo del governo Draghi, pronto a fare carte false per “scappare” al Quirinale, l’Italia di oggi, pur in contesti storici completamente diversi, presenta delle analogie storiche: per due anni gli italiani sono stati vessati in ogni modo, dal confinamento al coprifuoco, dalla sospensione del diritto al lavoro a quello dell’istruzione. I cittadini hanno sopportato pazientemente la fine dell’emergenza, salvo verificare l’inefficacia di gran parte delle decisioni prese dal governo e ispirate dagli “illuminati” esperti. Per ultimo i cittadini hanno aderito in massa alla chiamata a raccolta della campagna vaccinale (il 90% dei vaccinabili).

Si vaccina e sta male

Quando poi si ascoltano le testimonianze di persone come Luigi, un pensionato udinese, si tocca con mano lo stato di abbandono dei cittadini, lasciati soli di fronte a tutte le conseguenze delle decisioni prese dalla nostra classe dirigente.

Luigi, l’altro ieri si era recato al centro vaccinale all’Ente Fiera per ricevere la sua seconda vaccinazione (la prima era un monodose Johnson). Dopo aver ricevuto una dose di vaccino Moderna (quindi il famigerato cocktail) fa ritorno a casa e comincia a sentire delle vampate di calore e un preoccupante tremore. La febbre sale e arriva fino a 40 di temperatura, provocando ripetuti vomiti.

La moglie Maddalena, preoccupatissima, telefona al Pronto Soccorso che sbrigativamente le consiglia di rivolgersi alla Guardia medica. Partono le infinite telefonate alla Guardia medica, ma, come diceva un famoso pamphlet di qualche anno, “il dottore è fuori la stanza” e nessuno risponde. Il medico di famiglia è anch’esso “latitante”. Dopo due giorni dal fatto la famiglia non è ancora riuscita a spiegare a un medico le reazioni avverse avute dopo la vaccinazione. Ora il sig. Luigi fortunatamente sta meglio, ma quello che è accaduto è esattamente lo specchio dei tempi.

Dott. Stefano Salmè – – www.ilgiornalediudine.com

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