Attacco alla Cgil, si sapeva già tutto. Chi ha permesso che Castellino fosse lì?

L’attacco alla Cgil è stato annunciato in piazza un’ora prima, dal leader romano di Forza nuova, Giuliano Castellino. “Quel personaggio – ha detto Salvini riferendosi a Castellino -. non doveva essere nemmeno lì. Io ricordo che il signore in questione aveva il Daspo e non poteva andare allo stadio per cinque anni, era stato giudicato pericoloso dal tribunale di Roma, aveva il braccialetto elettronico ed era lì. O il ministro dell’Interno non sapeva che fosse pericoloso o, peggio ancora, sapeva che poteva essere lì e lo ha lasciato fare.”

Daniele Capezzone a ‘Quarta repubblica’, il programma di Nicola Porro, commenta l’attacco alla Cgil  rincarndo la dose. “Castellino è pluridaspato, è in regime di sorveglianza speciale. Ho letto che 5 anni fa – non so se corrisponde a verità – gli avevano trovato un etto di cocaina in casa, 300 dosi e leggo che è stato assolto per uso personale. Allora mi domando, ma questo signore o ha una mano sula testa, o è molto fortunato. In un Paese civile, Castellino in quella piazza non ci doveva nemmeno arrivare, altrimenti chi lo ha mandato lì, o ha lasciato che andasse lì, ha la medesima responsabilità politica di non aver impedito quella roba”

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