Bufera su ultimo raid Usa a Kabul: colpito funzionario Ong e 7 bambini

raid usa a Kabul

L’ultimo raid americano nei 20 anni di guerra in Afghanistan potrebbe aver colpito il bersaglio sbagliato. L’attacco con il drone del 29 agosto a Kabul, contro un’auto che si riteneva imbottita di esplosivo, avrebbe colpito il funzionario di una Ong statunitense e ucciso complessivamente 10 persone, di cui sette bambini. Nella vettura obiettivo del razzo non ci sarebbe stato alcun esplosivo dell’Isis ma solo taniche di acqua. Lo scrive https://www.laregione.ch

A mettere in dubbio la ricostruzione ufficiale del raid fornita dal Pentagono è il New York Times con un video e interviste che alimentano le polemiche già accese sul ritiro americano dall’Afghanistan.

Raid Usa a Kabul, colpitoo funzionario Nutrition and Education International

Al volante della vettura ritenuta sospetta e poi colpita c’era Zemari Ahmadi, funzionario della Nutrition and Education International, una Ong con sede in California per la quale lavorava dal 2006. Quella mattina del 29 agosto – secondo le ricostruzioni del New York Times – Ahmadi aveva ricevuto intorno alle 8.45 del mattino una telefonata dal suo ufficio: il suo capo gli chiedeva di passare a prendere il suo computer. Intorno alle 9 del mattino Ahmadi aveva lasciato la sua abitazione ed era salito a bordo della Corolla bianca appartenente all’associazione; sulla strada verso l’ufficio il 43enne si era fermato per colazione, e poi aveva recuperato due passeggeri e il computer, come richiesto dal suo capo.

Le immagini del video del New York Times mostrano Ahmadi intento al lavoro e che carica alcune taniche nell’auto. Taniche, riferiscono alcuni suoi colleghi, che contenevano acqua. Nel pomeriggio Ahmadi è salito in auto con tre colleghi, diretto verso casa. “Ci siamo fatti delle risate come sempre. Non ha acceso la radio perché aveva paura di avere problemi con i talebani, vista la sua passione per la musica allegra”, riferisce uno dei passeggeri di Ahmadi. Dopo aver lasciato nelle rispettive abitazioni i suoi colleghi, Ahmadi si è diretto verso la sua casa, non lontano dall’aeroporto di Kabul, inconsapevole di essere finito da ore nei radar americani.

I militari statunitensi non sapevano della sua identità, ma i suoi spostamenti durante il giorno avevano destato dubbi e preoccupazioni, tanto che alle 16.50 del pomeriggio un missile Hellfire aveva colpito la vettura che si trovava in un’area densamente popolata. L’operatore del drone aveva subito rassicurato che con “ragionevole certezza” nessuna donna o bambino era stato ucciso nel raid. Successivamente il Pentagono aveva spiegato che l’esplosione successiva al raid dimostrava che l’auto conteneva bombe e che nell’attacco erano morte tre persone.

La ricostruzione del New York Times invece parla di dieci morti e di una vettura carica di taniche d’acqua e non di esplosivo, suscitando non pochi dubbi sulla ricostruzione delle autorità americane e sollevando non poche polemiche su un ritiro dall’Afghanistan che sta tormentando l’amministrazione Biden, sulla quale rischia di lasciare un macchia secondo molti difficile da rimuovere.

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