Covid, Francia: cresce il mercato dei Green Pass falsi, +5.000%

green pass verde nazionale

In Francia, la richiesta di attestati falsi è aumentata del 5000% e crescono i canali di comunicazione e scambio su Telegram. In Italia, dove si è già mossa la Gdf, si è aperta una indagine su un medico ‘no vax’ che avrebbe chiesto ad un impiegato della sanita’ una certificazione falsa dietro pagamento.

A scoprire la crescita esponenziale di richieste di Green Pass falsi in Francia, la società di sicurezza informatica Check Point Software Technologies che ha tracciato le diverse tendenze che si stanno delineando. La prima è la crescita di canali di comunicazione su Telegram che offrono falsi certificati di vaccinazione e test negativi per il coronavirus; la seconda è l’aumento “drammatico del numero di utenti che si uniscono a gruppi con test e certificati fraudolenti”.

Da poche centinaia di utenti, sono ora migliaia le persone ad essere in gruppi simili. Un gruppo francese, per esempio, ne ha gia’ piu’ di 7000. “I criminali informatici stanno cercando di approfittare della situazione e offrono aiuto per aggirare le regole su Telegram – spiega Marco Fanuli, Security Engineer Team Leader di Check Point Software Technologies – Purtroppo, l’enorme interesse innesca una ulteriore spirale pericolosa perche’ piu’ soldi fanno gli hacker da queste attività, piu’ cercano di migliorare i loro metodi e aumentare ancora di più i loro profitti. E’ quindi necessario unificare le regole e permettere una facile autenticazione, rendendo il più difficile possibile qualsiasi tentativo di aggiramento”.

Green Pass falsi anche in Italia

Due settimane fa la Gdf ha sequestrato 10 canali Telegram attraverso i quali venivano commercializzati certificati non validi, canali a cui si erano già registrati migliaia di utenti. La tariffa per i Green Pass falsi venduti nel dark web, oscillava tra i 100 e i 130 euro. Mentre e’ notizia di oggi che nel trevigiano il medico di una Usca, le Unita’ Speciali di Continuita’ Assistenziale, in prima linea sul territorio nella lotta alla pandemia, avrebbe chiesto all’impiegato di un punto vaccinale di ottenere il certificato vaccinale non avendo fatto la somministrazione, con la promessa di versargli 100 euro.  https://tg24.sky.it

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