Unione Partite Iva, Ruggeri scrive a Draghi

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“In rappresentanza di almeno 500 mila associati fra piccoli e medi imprenditori e cittadini impegnati nel sociale sul territorio italiano, 21 Associazioni di rilevanza nazionale, 2 Associazioni riconosciute a livello europeo e 7 Associazioni di rilevanza locale hanno congiuntantamente inviato al Presidente del Consiglio Draghi una lettera per chiedere che le prossime nomine che l’Esecutivo si appresta a fare siano orientate non ad una distribuzione di poltrone che mantenga la fin troppo tristemente nota divisione da ‘Manuale Cencelli’ ma a garantire alla Nazione il senso di un forte cambiamento capace di dare agli italiani la certezza di una vera e propria rinascita”. Così in una nota Alessia Ruggeri, Presidente di Upi (Unione Partite Iva).

Partite Iva, voglia di riscatto

“La lettera vuole esprimere – ha continuato la Ruggeri – il senso di voglia di riscatto degli italiani non solo dal momento economico legato alla pandemia da Covid19 ma, anche, dal disagio che i cittadini hanno nel notare da molti anni, con tristezza crescente, che la stagione drammatica che ha portato a superare quella che viene definita Prima Repubblica non ha lasciato una reale traccia nei comportamenti di molti esponenti politici ed amministrativi della nostra Italia come le cronache di tutti i giorni lasciano temere”.

“Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali – ha spiegato – hanno una presenza rilevante nell’economia. Sono 6.130 le imprese pubbliche italiane, 90 di esse devono convocare le assemblee per il rinnovo dei vertici. In tutto sono 518 le posizioni da ricoprire, di cui 342 consiglieri e 176 sindaci. Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato, Rai, Gse, Invimit, Sogei, Banca Mps, Anas e le partecipate di Enel, Poste e della stessa Ferrovie dello Stato vedranno confermare o sostituire i loro vertici nelle prossime settimane. Le aziende partecipate direttamente dal ministero dell’Economia rappresentano un fatturato di 69.8 miliardi di euro con 193.367 dipendenti”.

“La lettera – conclude Ruggeri – vuole anche essere uno stimolo a verificare se siano necessarie 6.130 imprese pubbliche o se non possa essere possibile accorparle al fine di dare alle stesse maggiore massa critica, maggiore capacita’ di competere sui mercati e di trattare con maggiore successo sul piano degli acquisti e non vogliamo parlare di privatizzazioni, a noi poco cambia se l’azionista sia pubblico o privato, ma di semplificazioni, accorpamenti e razionalizzazioni finalizzate a quella ‘urgente necessita’ di efficienza da parte dello Stato, efficienza che si deve immediatamente tramutare in tagli di costi fiscali che ci permettano di tornare a lavorare e vivere con felicita’”.

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