Migranti, UE: strategia per i rimpatri volontari

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“Solo circa un terzo delle persone senza diritto di soggiorno nell’Ue torna nel proprio paese di origine e di coloro che lo fanno, meno del 30% lo fa volontariamente”. Va dritto al cuore del problema la commissaria europea agli Affari Interni, Ylva Johansson, presentando la nuova strategia sui rimpatri volontari.

“I rimpatri volontari – spiega – sono sempre l’opzione migliore: mettono al centro la persona, sono più efficaci e meno costosi”. Secondo il servizio di ricerca del Parlamento Europeo, il rimpatrio volontario costa meno di quello forzato. La stima è per un allontanamento forzato una media di 3.414 euro, contro 560 euro di quello volontario, e 2500 da un paese di transito. La strategia Ue In questo quadro la Commissione ha adottato la prima strategia dell’Ue sul rimpatrio volontario e sul reinserimento dei migranti, proponendo misure pratiche basate su sette pilastri, tra cui il rafforzamento del quadro giuridico e operativo, il miglioramento della qualità dei programmi ed il rafforzamento della cooperazione con i paesi partner.

Rimpatri volontari: creare opportunità nei paesi di origine

Tra le iniziative è prevista la nomina di un coordinatore, che verrà aiutato da un network di rappresentanti degli stati membri. L’Ue lavora inoltre alla creazione di partenariati con i paesi terzi, facendo leva sul nuovo codice dei visti. “L’obiettivo – spiega Ylva Johansson – è che il rimpatrio volontario e il reinserimento siano due strade che permetteranno all’Unione europea e a Paesi Terzi di creare nuove opportunità nel loro paese d’origine, contribuire allo sviluppo della comunità“.

“L’auspicio – sottolinea la commissaria Ue agli Affari interni – è creare fiducia nel nostro sistema di migrazione per renderlo più efficace”. http://www.rainews.it

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