Reddito di cittadinanza senza averne diritto, inchiesta su migliaia di immigrati

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di Carlo Marini – La sai l’ultima barzelletta a 5 Stelle? Proprio a Genova, nella città di Beppe Grillo, il reddito di cittadinanza ha raggiunto l’apice del fallimento. Lo rivela il quotidiano La Verità, riportando i dettagli di uno scandalo senza fine, che rivela ogni giorno sorprese sempre peggiori. La Procura di Genova ha infatti individuato almeno 500 immigrati che hanno chiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza senza averne i requisiti. A trasformare il danno anche in una beffa è il fatto che molti dei percettori sono passati dall’Italia per un breve periodo e altri inviano quanto ricevuto all’estero.

“Di certo – come rivela il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – le posizioni al vaglio dei pm e della Guardia di finanza sono diverse migliaia e molte di queste si trasformeranno in denunce e conseguenti iscrizioni. L’Inps a partire dal 2019 avrebbe erogato diversi milioni di euro non dovuti a cittadini stranieri”.

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Reddito di cittadinanza, a Genova lo scandalo

“Ogni giorno la lista di chi ha incassato il reddito di cittadinanza illecitamente si allunga. Insomma gran parte dei soldi erogati non viene nemmeno spesa in Italia. Il sospetto di magistrati e investigatori è che dietro possa esserci una precisa regia. Nel mirino sono finiti in particolare alcuni patronati o centri di assistenza fiscale del centro storico di Genova a cui si sarebbe rivolta la gran parte degli indagati per presentare la richiesta con le false autocertificazioni sui requisiti necessari.

“Ad attirare l’attenzione degli investigatori è stata la mole di richieste partita da un esiguo gruppo di Caf. Domande che, ai controlli, hanno mostrato di avere quasi tutte lo stesso tipo di irregolarità. Gli indagati, provenienti da Paesi extra Ue. Esclusi dall’obbligo di tracciamento patrimoniale e quasi tutti nella fascia di età tra i 30 e 50 anni, hanno dichiarato in autocertificazione di essere stati residenti in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due continuativi, come previsto dalla legge. Ma dagli accertamenti svolti dagli investigatori è emerso che il primo ingresso degli indagati registrato nel nostro Paese risultava essere avvenuto in epoca più recente.

Il sospetto? C’è un sistema “in cui ai richiedenti privi di requisiti è fornito un supporto per aggirare le norme, magari in cambio di una percentuale sul reddito”…

secoloditalia.it

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