UE: Sì al riconoscimento facciale “per salvaguardare la sicurezza”

riconoscimento facciale

L’Ue stabilisce i parametri per l’uso dell’intelligenza artificiale in Europa: i sistemi ritenuti ad alto rischio per la sorveglianza di massa saranno vietati, ma sono previste importanti eccezioni per l’utilizzo della controversa tecnologia del riconoscimento facciale. La nuova proposta di legge della Commissione, la prima sull’AI, sarà presentata il 21 aprile. Tra le novità in arrivo, l’elenco di tecnologie ad alto rischio, che comprende tutte le applicazioni ritenute “pericolose per l’integrità degli individui o per i diritti fondamentali” ma viene meno l’ipotesi di un divieto tout court – o di una moratoria – per il riconoscimento biometrico, voluta inizialmente dalla vicepresidente Margrethe Vestager ma non accolta da alcuni Stati membri.

Nella bozza di testo, l’uso di questi sistemi viene ammesso “per i governi e le autorità pubbliche dell’Ue per salvaguardare la sicurezza pubblica“. Rientrano in questi casi la lotta contro il terrorismo e la tutela della sicurezza pubblica, dietro autorizzazione che sarà data dopo una rigida e attenta valutazione. Prevista anche una clausola – il cosiddetto ‘pulsante rosso’ – che dà la possibilità di disabilitare la tecnologia attraverso l’intervento umano.

Ok riconoscimento facciale – si valutano app per il punteggio sociale

La bozza prevede il divieto di sistemi di sorveglianza generalizzata della popolazione, così come le tecnologie che possono essere utilizzate per manipolare il comportamento, le opinioni o le decisioni dei cittadini, mentre saranno sottoposte a ulteriori controlli tutte le applicazioni per valutare un punteggio sociale (come in Cina, ndr), la solvibilità creditizia dei cittadini, determinare l’accesso all’istruzione. Saranno banditi, inoltre, i sistemi di reclutamento e di valutazione delle richieste di asilo e visti ma restano escluse dal regolamento tutte le applicazioni militari.

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Le aziende che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale e che non si conformeranno alle norme Ue potrebbero ricevere multe fino a 20 milioni di euro o al 4% del loro fatturato, in linea con le sanzioni previste dal Gdpr, il regolamento europeo per la tutela dei dati personali del 2018.  http://www.rainews.it

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