Sexy shop resta aperto in zona rossa: ‘da noi beni di prima necessità’

sexy shop

Un sexy shop di Cagliari decide di restare aperto sfidando la zona rossa che vige in Sardegna: “Offriamo beni essenziali, e gli aiuti promessi non sono arrivati”. Così, a metà tra la provocazione e la protesta, comune a moltissime attività produttive come si è visto in questi giorni con le manifestazioni a Roma, per restrizioni che troppo a lungo impediscono di lavorare senza che siano compensate da ristori adeguati, il sexy shop Porky’s fa sapere che resterà aperto. A Cagliari, città in cui è situato.

E in un post su Facebook, il sexy shop spiega così la scelta: “Apriamo perché abbiamo sempre lavorato in piena sicurezza, contingentando gli ingressi ed adottando qualsiasi misura di contenimento al pari (se non più) di supermercati ed altre attività classificate come ‘di prima necessità’. Apriamo perché gli aiuti promessi non sono arrivati mentre le tasse, le spese e i pagamenti non sono stati bloccati. Apriamo perché le nostre risorse sono terminate e non siamo disposti a veder ‘morire’ la nostra attività”

Sexy shop, aperti in nome dell’amore

“Inoltre precisiamo che anche il nostro negozio offre beni di prima necessità! ‘Non di solo pane vivrà l’uomo’. Qualcuno può forse negare il fatto che l’amore sia un nutrimento fondamentale per l’anima? E allora le nostre porte continueranno ad essere aperte in nome dell’amore”. Perché se si può discutere su cosa sia necessario oltre al pane, è evidente che è proprio il pane che a troppi comincia a mancare.  www.affaritaliani.it

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