Ventilatori non a norma venduti all’Italia, Massimo D’Alema è il presidente della societĂ cinese. Il Coronavirus in Italia continua ad essere un’emergenza. La questione principale adesso è relativa ai vaccini, poche le dosi a disposizione delle Regioni e campagna che procede a rilento. Ma all’inizio della pandemia i problemi erano molteplici, a causa soprattutto della difficoltĂ nel reperire gli strumenti di protezione, dalle mascherine ai gel igienizzanti fino ai ventilatori polmonari per fronteggiare le difficoltĂ nei reparti di terapia intensiva, affollati.
Proprio su questi dispositivi – si legge sulla VeritĂ – è emerso un nuovo retroscena. La societĂ cinese che ha venduto all’Italia 140 dispositivi, rivelatisi poi non a norma, ha come presidente onorario l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema. “Non percepisce soldi, ha una carica che non prevede rimborsi”, si affretta a precisare uno stretto collaboratore dell’ex premier.
D’Alema e Rutelli
Ma dai vecchi organigrammi della societĂ Skill Road Cities Alliance, spunta anche un altro ex esponente della sinistra, Francesco Rutelli, che non smentisce la notizia ma spiega. “Sono stato co-presidente per un solo giorno”. Sarebbe stato D’Alema – prosegue la VeritĂ – stando ai documenti cinesi a rassicurare il governo italiano sull’acquisto dei dispositivi. affaritaliani.it

