Emilia Romagna: personale sanitario non vaccinato inidoneo al lavoro

emilia romagna bonaccini

Movimento 3 V – Ancora una volta l’Emilia Romagna fa da apripista per quanto riguarda l’obbligo vaccinale.
Come già accaduto per i bambini, anche per gli operatori sanitari la Regione ha già previsto, anche in assenza di una legge nazionale, che coloro che non accettano di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid vengano considerati non idonei al lavoro.
Si tratta di un atto gravissimo, al quale 3V si opporrà in tutti i modi possibili.

Ricordiamo che i cosiddetti “vaccini” attualmente in uso sono in realtà farmaci sperimentali di cui non si conoscono gli effetti a medio e lungo termine. Non solo: la loro efficacia ad oggi non è stata approvata, né sappiamo se coloro che si sottopongono ad essi possano essere contagiosi nei confronti delle altre persone.
E’ evidente che non è possibile imporre un obbligo per un trattamento di questo genere.
Chi deve sottoporsi ad un trattamento sanitario è tenuto a ricevere informazioni complete, chiare ed esaustive su di esso e, sulla base di queste, a firmare un consenso informato.

Ad oggi, per quanto riguarda questi vaccini, non è possibile ottenere queste informazioni, perché nessuno è in grado di dare risposte puntuali alle tante domande aperte, per cui invitiamo gli operatori sanitari che nei prossimi giorni e settimane verranno convocati dal medico competente ad opporsi strenuamente a questa ennesima immotivata imposizione ricordando che deve essere applicata la legge 219 del 2017 sul consenso informato e che nessuno può costringerli a ricevere contro la loro volontà un farmaco sperimentale.

Il MOVIMENTO 3 V ha pubblicato sulla pagina Facebook i documenti che dimostrano la decisione presa in Emilia Romagna.

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