Droga a Torino, evoluzione della rete senegalese

Creato un canale di approvvigionamento autonomo, che si serve di insospettabili corrieri che fanno da spola fra l’Italia ed il Senegal.

L’indagine pone in luce l’evoluzione della rete senegalese nel campo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Una certosina attività di indagine svolta nelle ultime settimane dal personale della sezione di P.G. del Comm.to Barriera Milano ha ricostruito in modo molto accurato il modus operandi della criminalità senegalese a Torino dedita alla vendita di crack e cocaina.

Gli investigatori hanno accertato come i sodalizi più potenti, tagliando fuori gli abituali fornitori di nazionalità nigeriana ed albanese, siano infatti riusciti a creare un canale di approvvigionamento autonomo, che si serve di insospettabili corrieri che fanno da spola fra l’Italia ed il Senegal.

In particolare, qualche giorno fa è stata sottoposta a controllo una donna senegalese di quarantanove anni, incensurata, intercettata a Torino mentre rientrava a bordo di autovettura dall’aeroporto di Milano Malpensa. La donna, titolare di regolare permesso di soggiorno dal novembre 2018, non appena ottenuto il permesso ha intensificato i suoi viaggi internazionali, con la cadenza di circa uno ogni tre settimane, per un totale complessivo di 60 voli di andata/ritorno in meno di 24 mesi.

Al controllo dei poliziotti di Barriera Milano la donna è stata trovata in possesso di 17 ovuli contenenti circa 400 grammi fra cocaina ed eroina, trasportati all’interno di un borsone. Occultati fra le pieghe della sua pelle, nella zone del ventre, ulteriori 3 ovuli contenenti 157 grammi di cocaina e 209 di eroina. La donna, inoltre, confessava di aver ingerito, e dunque di trasportare nel proprio corpo, un centinaio di ovuli; allo stato degli atti ne espelleva una sessantina, per un peso complessivo di 530 grammi.

Il quantitativo stimato di stupefacente (cocaina ed eroina) che la quarantanovenne ha ingerito a Dakar e trasportato in Italia per smerciarla sulla piazza di Torino ammonta a oltre 1,5 kg (poi suddivisibile in circa 3000 dosi per un valore complessivo superiore ai 90000 euro). Sono in corso accertamenti per risalire alla parti più alte della catena di spaccio.

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