Il governo Draghi e il.. fu centrodestra

Le consultazioni di questi giorni, portate avanti dal Presidente incaricato, prof. Mario Draghi, hanno sollevato il “velo di Maya” sul c.d. centro-destra. E giá si contano gli elettori profondamente amareggiati e delusi. Non c’é alcuna strategia in merito a quanto sta avvenendo, ma semplicemente l’allineamento di fatto di una parte della finta opposizione alle logiche folli del neo-liberismo europeista.

I 209 miliardi di euro che arriveranno, qualora la Commissione europea approverá il c.d. Piano di ripartenza e resilienza (e lo fará grazie alla garanzia Draghi), sono fumo negli occhi, una dose di morfina data ad un paziente agonizzante. Non solo la parte a prestito sará restituita con gli interessi (sia pure con tassi non elevati), ma anche quella a titolo di sovvenzioni dovrá tornare all’Unione attraverso una maggiore contribuzione a favore del bilancio comunitario.

A questi si aggiungano i 28 miliardi del SURE. Insomma, un’occasione unica per aumentare il nostro debito pubblico e farci accettare, attraverso le “raccomandazioni Ue specifiche per Paese”, le cosiddette “riforme strutturali” liberiste che costituiscono adempimenti obbligatori al fine di poter ottenere i fondi assegnati.

Coloro che intendono operare nel “perimetro” di Mattarella e pensano, sostenendo il Governo Draghi, di influenzare l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, nel febbraio 2022, si sbagliano. Dopo il terzo scrutinio, come stabilisce l’art. 83, comma 3, della Costituzione vigente, é sufficiente la maggioranza assoluta ai fini dell’elezione e le forze di sinistra saranno pronte a compattarsi. Da ultimo, la si finisca con l’immagine da “ingresso in Gerusalemme” del nuovo salvatore.

Il tanto elogiato Quantitative Easing lanciato nel 2015, attraverso il quale la Banca Centrale europea compra sul mercato finanziario principalmente titoli di Stato, non è finito in attività produttive, ma si è riversato nei mercati azionari ed immobiliari, gonfiando i prezzi di entrambi e senza generare nulla in termini di ricchezza reale o occupazione. Una lezione che le folle osannanti hanno scordato. Scrive Gilbert Chesterton (1874-1936): “le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”.

Prof. Avv. Augusto Sinagra (Universitá “La Sapienza” di Roma)
Prof. Daniele Trabucco (Libera Accademia degli Studi di Bellinzona (Svizzera)/Centro Studi Superiore INDEF. Dottore di Ricerca in Istituzioni di Diritto Pubblico)

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