Italia nel caos, intervista a Daniele Capezzone

Capezzone Daniele

Intervista a Daniele Capezzone di Carlo Toto in esclusiva per Imolaoggi – Ciao Daniele, grazie per aver accettato il mio invito. La crisi di Governo è ancora in corso, secondo la tua esperienza, quali saranno gli sviluppi futuri di questa vicenda?

“Mentre conversiamo, ogni esito è possibile. Certo, in caso di Conte ter o anche di perpetuazione della medesima maggioranza con un’altra guida, saremmo comunque in una situazione paradossale: davvero qualcuno pensa che, dopo i reciproci insulti e le dichiarazioni di mutua sfiducia, tutto possa riprendere d’amore e d’accordo tra quei partiti? Il disastro dell’anno passato – sanitario ed economico – sta lì ad indicare il fallimento di questa maggioranza

Come valuti l’operato di Conte dall’inizio della pandemia?

“Parlano i numeri. Siamo, in negativo, sul “podio” sia per il numero di morti da Covid sia per il crollo del Pil. Ed è un’offesa all’intelligenza e alla pazienza dei cittadini il fatto che, per mesi, si sia raccontato di un presunto “modello” italiano. Modello sì, verrebbe da dire: ma nel senso di ciò che non andava fatto”.

In questo periodo si parla tanto di recovery fund, ma quale sarà il costo di questa operazione per noi italiani?

“Non sono fra gli entusiasti di quell’iniziativa, caricata di attese miracolistiche fuori luogo. Se dai famosi 209 miliardi scorporiamo la parte da restituire e i contributi italiani all’Ue, restano, netti, circa 40 miliardi da spalmare in 6-7 anni e su obiettivi indicati dall’Ue. Davvero qualcuno pensa che il rilancio del paese passi da qui? Non scherziamo”.

Uscire da questa impasse

È da poco partita la zona gialla e la maggior parte degli italiani, giustamente, dopo quasi un anno di restrizioni della libertà, ha riempito diverse piazze d’Italia per far ripartire l’economia ed i rapporti sociali. Inevitabilmente ed immediatamente sembra levarsi la solita demonizzazione nei confronti di chi esce a far due passi. Cosa possiamo fare per uscire da questa impasse comunicativa?

“Occorre cambiare paradigma due volte. Primo: ribellarsi a questa criminalizzazione dei cittadini, che serve solo per deviare il dibattito dalle responsabilità dei decisori. Secondo: visto che la campagna vaccinale non è di fatto partita e che serviranno moltissimi mesi, è l’ora di scrivere e applicare protocolli su come riaprire imprese, negozi, attività, ovviamente rispettando cautele, precauzioni, distanze. Ma non possiamo permetterci un altro anno di lockdown strisciante, a meno che qualcuno non desideri uno tsunami di fallimenti e licenziamenti”

Siamo alle porte di una crisi economica senza precedenti, la nostra libertà è limitata ed i rapporti umani rischiano di subire ulteriori danni. Quale potrebbe essere a tuo avviso una soluzione?

“Riaprire, con cautele e precauzioni, ma riaprire. Nessun paese al mondo può sopportare un’economia bloccata, con l’illusione di qualche elemosina di stato (che non arriva, o arriva tardi, o arriva in misura scarsa)”, concludre Capezzone.

Grazie Daniele per questa piacevole chiacchierata. Ti auguro buon lavoro.

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Minibio – Daniele Capezzone scrive per il quotidiano La Verità (per cui cura anche la rassegna online #LaVeritaAlleSette) e per il magazine Atlantico. In tv appare come commentatore in alcuni programmi delle reti Mediaset. Ha lasciato l’arena politica dopo essere stato due volte parlamentare, e dopo aver presieduto la Commissione Attività produttive (2006-2007) e la Commissione Finanze (2013-2015) della Camera dei deputati. Atlantista, liberale classico, detesta il politicamente corretto. Capezzone ha pubblicato per Piemme “Likecrazia”. 

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