Islam, in Egitto si torna a discutere di “matrimonio a tempo”

“Matrimonio sperimentale”, ovvero a tempo. E’ questa la proposta che sta dividendo l’Islam sunnita in Egitto con le due massime autorità religiose del più grande Paese arabo che a suon di editti si trovano su opposte posizioni: da una parte “la Casa del Fatwa”, ovvero la più alta autorità per emettere gli editti religioso che sta “esaminando” la proposta, dall’altra l’Università al Azhar, che è la massima autorità dell’Islam sunnita che la considera “una offesa della donna”.

In un “importante annuncio” pubblicato sul suo profilo Facebook, la Casa di al Fatwa ha fatto sapere: “Abbiamo preso visione di un numero crescente di quesiti rivolti a noi su quel che viene conosciuto sui media come l’iniziativa per ‘matrimoni sperimentali’ (…) al fine di obbligare i coniugi di non separarsi per un periodo massimo tra 3 e 5 anni dopo i quali i due coniugi possono decidere se proseguire con il matrimonio oppure lasciarsi per l’impossibilità della convivenza”.

“Facciamo sapere – si prosegue nell’annuncio – che questa proposta è al vaglio di diverse comitati emanati dalla Casa di al Fatwa (…) per determinare la giusta posizione della Shariya (legge islamica) e annunceremo in seguito l’esito”. L’annuncio della Casa degli Editti è arrivato poche ore dopo che la stessa proposta era stata duramente bocciata dall’Università al Azhar: “Il matrimonio è un patto solido che non può essere manomesso (…) e pensare alla al contratto matrimoniale a scadenza è una condizione nulla e vietata” dall’Islam”, ha detto al Azhar in un comunicato ripreso dal quotidiano al Quds al Arabi.
Per al AZhar infatti, il “matrimonio sperimentale” è anche “una offesa che offende la donna e non salvaguarda la dignità sua e della sua famiglia ed è destinato a demolire i valori e le tradizioni nella società”.

A lanciare la proposta del matrimonio sperimentale è stato l’avvocato egiziano Ahmed Mehran, che “per fare fronte all’aumento dei divorzi”, ha proposto il ricorso a “contratti civili allegati al contratto di matrimonio che fissa il periodo del matrimonio secondo il desiderio dei contraenti, da estendere nel caso i due coniugi lo richiedono”.  (askanews)

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