Bologna: intervento manifestazione davanti alla sede Rai

Ci troviamo qui, davanti alla sede Rai di Bologna, in difesa del diritto d’informazione al servizio del cittadino. Purtroppo, abbiamo assistito all’ennesima presa di posizione da parte di alcuni personaggi noti della tv, che si sentono titolati ad utilizzare un mezzo pubblico per diffondere l’odio della propria ideologia. Le inaccettabili parole di Lucia Annunziata, pronunciate su Rai3 il 6 dicembre durante la trasmissione da lei condotta “Mezz’ora in più”, incitano alla violenza di Stato. Ve le riporto: “Io penso che lo Stato, prima o poi, dovrà prendere per il collo alcune persone per farle vaccinare”.

E’ il caso di ricordare alla signora Annunziata, che ciò che lei crede sia giusto fare, fu punito dal Tribunale Militare Internazionale di Norimberga nel 1945, che condannò i nazisti di crimini contro l’umanità, e che nessuna legge può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana, sanciti anche nell’art.32 della nostra Costituzione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico col decreto del 12 ottobre pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre scorso, ha stanziato 50 milioni di euro alle emittenti radiofoniche e televisive locali, che si impegneranno a trasmettere i messaggi di comunicazione istituzionali, relativi all’emergenza sanitaria. Questo stanziamento non farà altro che alimentare ulteriormente la morsa mediatica dalla quale siamo stati travolti negli ultimi tempi.
Noi, abbiamo il dovere di Denunciare e Contrastare questa distorsione e il ricatto esercitato da questo governo sulla libera informazione, che si trova a dover scegliere se sopravvivere con le poche risorse che ha o diventare serva del potere. In pratica, se essere ancora “INFORMAZIONE”, e in quanto tale LIBERA e ETICA, oppure essere “PROPAGANDA” e in quanto tale, SERVA.

É giunto il momento di capire che potremo superare questa profonda crisi solo se sapremo uscire dalla cultura dell’emergenza e affermare quella delle regole di base: applicando bene e senza scorciatoie, le norme che già esistono. Garantendo diritti fondamentali come il lavoro, la casa, il reddito, l’istruzione, la salute; lottando contro tutte le forme di povertà, a cominciare da quella educativa che colpisce le giovani generazioni.

Quello che stiamo subendo in questo ultimo anno, mostra in parte quello che accadde all’epoca dei nazisti quando Hitler prese i poteri bypassando il parlamento tedesco e usando lo stato di emergenza. É da allora infatti, che moltissimi paesi hanno fatto sì che lo stato di emergenza nazionale, fosse convocabile SOLO in caso di guerra. Questa è la grande stortura che stiamo vivendo: c’è un popolo, abbiamo le elezioni, un parlamento e due camere, ma di fatto allo stato attuale, dipendiamo da due persone solamente: il presidente e il primo ministro!
Che hanno preso i poteri assoluti nonostante i ricorsi vinti contro i DPCM e per la loro incostituzionalità. Il primo risale alla fine di luglio scorso arrivato dal giudice di pace di Frosinone, con una sentenza che precisa che l’unico caso in cui il Governo può svolgere poteri normativi, è durante lo stato di guerra, mentre in tutti gli altri casi, cioè le situazioni di emergenza considerate dalla Costituzione, tutte relative alle calamità naturali, sono di competenza del potere legislativo e non di quello esecutivo. Per il giudice di pace inoltre, sono incostituzionali anche i provvedimenti di limitazione della libertà personale, che non possono essere imposti nemmeno con una legge, ma solo per disposizione del giudice e in casi ben circoscritti.
Il 4 dicembre scorso, con una ordinanza il Tar del Lazio, precisa che i DPCM sono carenti di motivazioni e di istruttoria, infatti tali atti dovrebbero fondarsi, per essere validi, su pareri del Comitato Tecnico Scientifico. Peccato però, che tali pareri non vengano immediatamente resi pubblici, rimanendo ingiustificatamente secretati per almeno 45 giorni. Per i giudici inoltre, in riferimento all’uso delle mascherine imposto ai bambini della primaria, mancano le valutazioni scientifiche sulle ricadute di tali imposizioni, sulla salute psicofisica dei minori in una fase della crescita particolarmente delicata e ancora, i giudici del Tar scrivono: le misure finora assunte per fronteggiare l’epidemia da Covid-19 di fatto, non hanno quel valore di temporaneità che dovrebbero avere, perché vengono continuamente rinnovate, con cadenza quindicinale o mensile, e pongono pertanto secondo il collegio giudicante, numerose e complesse questioni, anche di legittimità costituzionale.

É chiaro ormai che siamo arrivati a una deriva autoritaria.

Chiudo con una frase celebre di Beethoven: “Bisogna fare tutto il bene possibile, amare la libertà sopra ogni cosa e non tradire mai la verità”

Movimento 3V Libertà di Scelta

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