Recovery fund, Conte: task force ce la chiede UE

Sulla task force per la gestione del Recovery Fund “occorrerà una riflessione ampia e condivisa. E’ chiaro che avremo bisogno di qualche strumento, che ci assicurerà innanzitutto un monitoraggio. Ce lo chiede l’Ue”. Così il premier Giuseppe Conte sottolineando che tuttavia “non è pensabile, e non ci abbiamo mai pensato, che ci sia una struttura centralizzata che possa essere invasiva”. (tgcom24)

(ANSA EUROPA) Il Parlamento Ue e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sulla governance e il funzionamento del Recovery fund, che conferma in larga parte le linee guida già fissate dal Consiglio il mese scorso. I negoziatori hanno ribadito che i piani nazionali di ripresa e resilienza, che dovranno basarsi sulle raccomandazioni della Ue, saranno ammissibili al finanziamento se si concentreranno su sei settori di rilevanza europea: la transizione verde tra cui biodiversità, trasformazione digitale, coesione economica e competitività, coesione sociale e territoriale, preparazione e reazione istituzionale alle crisi, politiche per bambini e giovani, comprese istruzione e formazione.

Anche il Parlamento avrà un ruolo: ogni due mesi la Commissione (responsabile del monitoraggio e dell’attuazione del Recovery) potrà essere invitata dagli eurodeputati a discutere i dettagli dell’attuazione dei piani nazionali, e dovrà prendere in considerazione i loro pareri.

Il Recovery ha a disposizione 672,5 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni, a partire dal 1 febbraio 2020. I fondi saranno disponibili per tre anni e i governi possono richiedere fino al 13% di pre-finanziamento per i loro piani di ripresa. I pagamenti arriveranno fino al 31 dicembre 2026.

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