Con il Natale nel cuore: si può confidare un sogno?

di Vittorio Zedda – CON IL NATALE IN TESTA E NEL CUORE: Si può confidare un sogno ? Di fronte a questa continua e crudele persecuzione dei Cristiani, sogno un Papa, che almeno una volta alla settimana si affacci ala sua finestra sulla piazza San Pietro e dica parole vere di conforto ai Cristiani perseguitati in tanti paesi del mondo. E non perda mai una sola occasione per farlo.

Un Papa che coinvolga tutta la comunità dei credenti e in genere le donne e gli uomini di buona volontà , perché si levi alta e forte la voce di tutti, come fosse una voce sola, per pretendere la fine del genocidio anticristiano. Un Papa che coinvolga i capi di stato del maggior numero possibile di paesi del mondo, affinché questo crimine planetario contro i Cristiani venga considerato, come tutte le persecuzioni in atto contro chicchessia, uno dei peggiori crimini contro l’Umanità. Non importa che si dica chi sono i persecutori, perché tutti lo sanno da anni, per non dire da secoli, anche se oggi una scelta di politica globale e globalista suggerisce di tacere la verità. Nessuno cerca guerre o vendette.

Né servono tardivi “mea culpa”. Occorre invece un intervento autorevole verso i governi e verso le Organizzazioni Internazionali , specificamente verso quelle poste a tutela dei Diritti Umani, che restituisca a chi è perseguitato, per qualsiasi motivo, pace, sicurezza e speranza. Non fermano le sofferenze o il sangue il tacere e il sopportare, per il timore vigliacco di rinfocolare contrasti .

Non è servito a nulla subire in silenzio, come è stato fatto fino ad ora, accampando il pretesto che certe angherie colpiscono non solo i Cristiani oppure rievocando passate colpe della Chiesa, che di ciò ha già fatto ammenda. Altri non fanno ammenda e perpetuano un medioevo incivile e intollerabile. Il riavvicinamento in atto tra tanti paesi musulmani ed Israele, pone oggi condizioni nuove per porre nei consessi internazionali un’istanza di giustizia, libertà e diritti umani. Il dialogo da poco riaperto fra quelle due comunità contrapposte da plurisecolari e feroci divisioni religiose , può costituire un’occasione per chiudere il capitolo anti-storico e incivile delle persecuzioni.

Ebrei e musulmani , senza abdicare assolutamente a nulla delle relative fedi, ora si incontrano. Ciascuno con l’orgoglio di essere quello che è e quello che la storia l’ha portato ad essere. Senza false umiltà e sottomissioni indecorose. A ogni pastore con dignità, senza rinnegare se stesso, il compito di condurre il proprio gregge in pace e in sicurezza. Senza baciare le scarpe a nessuno . Si può. Che non resti un sogno.

Vittorio Zedda

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