Conte: “non cadrò sul Mes, mio governo ricostruirà l’Italia”

“Siamo in guerra con il virus, ma ora inizia la ricostruzione nel segno dell’europa e sarà il mio governo a guidarla perché non cadrò sul Mes”. Parola del premier Giuseppe Conte che ostenta ottimismo in vista del voto di mercoledì al Senato sulla riforma del Mes approvata dal Governo italiano in Ue ma allo stato senza maggioranza certa nel nostro Parlamento. E contro il quale è sceso in campo anche Beppe Grillo. “Con questo governo – dribbla Conte in una intervista con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari la domanda sul garante M5s- l’Italia sta dimostrando di poter essere protagonista in Europa e questa consapevolezza non può non favorire la coesione tra le forze politiche di maggioranza e al loro interno”.

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Quanto al voto di mercoledì, “non lo temo perché il voto non sarà sull’attivazione del Mes ma su alcune sue modifiche che, grazie anche al contributo dell’Italia, sono servite a migliorare un meccanismo già esistente dal 2012″. E “noi continueremo a lavorare per attuare lo schema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), mentre dobbiamo fare in modo che questo sforzo comune che ha portato ad adottare il piano “Next generation EU”, attraverso il meccanismo del debito comune europeo, possa anche in futuro costituire il naturale presidio contro i cicli recessivi che potranno investire l’Ue”.

Nè Conte dichiara temere quelle che definisce “fibrillazioni interne” dei Cinque Stelle sul Mes. “Seguo con molta attenzione – afferma il presidente del Consiglio- le vicende interne del M5S che dopo gli Stati Generali sta completando il processo di rinnovo degli organi interni. Immagino che alcune fibrillazioni possano dipendere dal dibattito interno che sta accompagnando questa fase. E’ un momento in cui possono essere maggiori le difficoltà di operare sintesi politiche. Ma l’indirizzo del Movimento è chiaro: offrire un contributo critico al miglioramento dell’Europa”.

“Non vedo delle pulsioni anti-Ue – dichiara il premier- nel M5S. E d’altra parte le pulsioni anti-europeiste e le derive nazionaliste non hanno più spazio politico dopo che l’Europa è riuscita a rispondere alla pandemia con l’iniziativa Recovery Fund che, attraverso il meccanismo del debito comune, permetterà all’Italia di beneficiare di 209 miliardi”. ASKANEWS

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