Fuga dalle violenze islamiste, 500mila sfollati in Mozambico

Sono quasi 500mila le persone sfollate nella provincia di Cabo Delgado, nel Mozambico settentrionale, a seguito delle azioni dei miliziani islamisti iniziate nell’ottobre 2017.
Maputo (Agenzia Fides) – “Esprimiamo la nostra fraterna vicinanza ai fratelli e concittadini di Cabo Delgado e assicuriamo loro la nostra costante preghiera nella speranza di trovare vie di dialogo che facilitino la fine del terribile conflitto e il conseguente dramma umanitario” afferma i membri della Conferenza episcopale del Mozambico (CEM) al termine dell’Assemblea Plenaria tenutasi dal 9 a 14 novembre, a Maputo.

Nel comunicato finale i Vescovi si definiscono pastori che si sforzano di vivere e testimoniare di sperare in questi momenti di grande tribolazione per il greggio loro affidato casusati, da un lato, alla pandemia globale di coronavirus e, dall’altro, alla guerra di Cabo Delgado (che ha già provocato mille morti e 400mila sfollati), oltre ad altre forme di violenza, rapimenti, criminalità e violazioni dei diritti umani che, purtroppo, si stanno moltiplicando nella società mozambicana.

La Conferenza Episcopale ricorda la sollecitudine e i gesti concreti di Papa Francesco nei confronti delle popolazioni mozambicane; sottolineano l’importanza dell’educazione a tutti i livelli per accrescere lo sviluppo sociale, nonché l’urgenza di recuperare la memoria storica del Mozambico per realizzare un vero cammino di riconciliazione nazionale. “È responsabilità di ognuno – sottolineano – lavorare per uscire dalle crisi attuali”.

Sono quasi 500mila le persone sfollate nella provincia di Cabo Delgado, nel Mozambico settentrionale, a seguito delle azioni dei miliziani islamisti iniziate nell’ottobre 2017, secondo gli ultimi dati forniti dal Primo Ministro mozambicano, Carlos Agostinho do Rosario. (L.M.) (Agenzia Fides 19/11/2020)

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