Cina: Partito comunista fa riscrivere Vangelo e Dieci Comandamenti

di Carlo Franza  – Vi dico subito che la progressiva cessione del diritto alla verità, dall’Occidente al mondo cinese e arabo, creeranno mostruosità culturali. Le culture devono dialogare, nel rispetto reciproco, evitando il sincretismo e l’alterazione della verità storica e delle visioni della realtà. Questa cessione di sovranità culturale avviene attraverso il senso di colpa e si manifesta con costanti manipolazioni iconoclaste, dalla distruzione di monumenti alla copertura dei nudi classici – solo per cogliere l’evidenza superficiale di un’ondata di grande violenza – all’occupazione e alla modificazione della cultura occidentale. E presto riguarderà anche una nuova iconografia, che completerà l’operazione di conquista economica e politica.

Il clima è questo. Il progressivo avvicinamento della Cina al Vaticano – con l’eliminazione dello spazio ai cattolici dissidenti, considerati pericolosi tradizionalisti – apre lo spazio a tendenze molto gravi. L’ultimo caso è lo stravolgimento politico del Vangelo, in un libro di testo scolastico cinese. Come riporta l’agenzia Uca News, la pagina del libro di testo sarebbe stata pubblicata sui social network da un cattolico cinese, che chiede l’intervento della gerarchia ecclesiastica. “Voglio che tutti sappiano che il Partito Comunista Cinese ha sempre cercato di distorcere la storia della Chiesa, calunniare la Chiesa, spingere il popolo a odiare la Chiesa”. Il testo scolastico, che sarebbe stato edito da un istituto statale, avrebbe prodotto contenuti distorti nell’ambito della materia “Etica professionale e legge”. La pagina, riferendosi a Gesù come uomo giusto e uomo della Legge, indicherebbe il fatto che Gesù non salvò l’adultera dai lapidatori, ma scagliò la prima pietra. “Anch’io sono un peccatore. – avrebbe detto secondo gli esegeti cinesi – Ma se la legge può essere eseguita solo da uomini senza macchia, la legge sarebbe morta”.

Secondo numerosi testimoni il Partito Comunista incoraggerebbe la riscrittura del Vangelo (e dei Dieci Comandamenti) per adattare la Dottrina al confucianesimo e ai valori fondamentali del socialismo.Ma la modifica è spaventosa. Cristo è Amore e Perdono. E’ fraternità e capacità di ribellione rispetto agli schemi autoritari che impongono scelte disumane. Inutili i disperati appelli dei cattolici cinesi a Papa Francesco. Il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong, ha criticato l’accordo tra il Vaticano e la Cina. In un’intervista al National Catholic Register, Zen, da sempre critico nei confronti del Partito comunista cinese, ha detto che questo accordo “ucciderà la Chiesa”. Secondo il cardinale, “il governo di Pechino potrà usarlo per chiedere alla gente qualsiasi cosa in nome del Papa”.

Questo contratto con la Cina siglato dal Papa e dal Cardinale Parolin Segretario di Stato della Città del Vaticano, come osserva il Cardinale cinese Zen mette la Chiesa cattolica al servizio, dopo averla ridotta in schiavitù, del Partito Comunista Cinese. Ditemi voi se il papato di Bergoglio non mette fine alla Chiesa Cattolica Cinese, e se Bergoglio può ancora dirsi vicario di Cristo.

C’è di più. Dalla Cina ci giunge notizia che – a seguito dell’accordo Cina/Vaticano- un altro sacerdote è stato torturato per costringerlo ad aderire alla Chiesa ufficiale. Don Liu Maochun, della diocesi di Mindong, si rifiuta di aderire all’Associazione Patriottica Cattolica Cinese. Arrestato, è stato privato del sonno nel tentativo di piegarne la volontà. Ma mi addentro nella storia, nella cronaca reale. Il 1° settembre don Liu Maochun, della diocesi di Mindong, nella provincia sudorientale del Fujian, stava visitando i pazienti di un ospedale quando la polizia lo ha portato via. Gli agenti lo hanno interrogato in un carcere nella città con status di contea di Fu’an. Una fonte interna alla diocesi ha riferito a Bitter Winter che don Liu Maochun è stato torturato spietatamente. Gli agenti suonavano un gong accanto alle sue orecchie e gli puntavano agli occhi una luce forte per diversi giorni di seguito, un metodo di tortura denominato «sfinire un’aquila», quando una persona viene privata del sonno per molto tempo. “Il governo dichiara che don Liu Maochun abbia disobbedito alle sue regole e sia “ideologicamente radicale”, ha spiegato la fonte.

Ad oggi le tensioni fra il regime e i sacerdoti della diocesi stanno crescendo sin dalla firma degli accordi fra Cina e Vaticano nel 2018. L’accordo provvisorio non ha migliorato la condizione del clero in quella che è nota come la Chiesa Cattolica sotterranea cinese, dal momento che il PCC esige l’adesione all’Associazione Patriottica Cattolica Cinese (APCC) ignorando le linee guida del Vaticano del 2019, in cui si chiede di rispettare coloro che rifiutano di aderirvi per motivi di coscienza. I preti che rifiutano il controllo del PCC vivono in modo tragico una persecuzione grave, incluse la possibilità di essere arrestati e di subire ulteriori forme di maltrattamento e intimidazioni. Fonti certe mi dicono che Don Liu Maochun, 46 anni, vive nell’ex residenza del vescovo a Luojiang, sottodistretto di Fu’an, condividendola con il vescovo ausiliare della diocesi, Guo Xijin. Don Liu è stato ripetutamente ripreso per il suo rifiuto di aderire all’APCC e il regime ha colpito anche i suoi parenti. L’agenzia turistica di suo nipote è stata chiusa l’anno scorso e i suoi parenti più anziani hanno subito pressioni per spingerli ad aderire all’APCC.

“Don Liu Maochun è l’assistente di monsignor Guo. Il regime arresta e vuole controllare i sacerdoti che gli sono vicini e che rifiutano di aderire all’APCC”, mi conferma la fonte. Aggiunge che il governo ha perseguitato un diacono della diocesi, minacciando di demolire la sua casa e di levargli i figli se avesse ancora appoggiato il rifiuto di monsignor Guo di aderire alla Chiesa patriottica.

Una fonte interna all’amministrazione di Fu’an ha riferito a Bitter Winter che l’arresto di don Liu Maochun sia legato alle indagini volte a scoprire le fughe di notizie sulla tortura di Don Huang, un altro sacerdote di Mindong che rifiuta di aderire all’APCC. Il regime sospetta che don Liu Maochun possa essere una delle persone che ha diffuso le informazioni su don Huang con la stampa estera.
Un cattolico del luogo ha riferito a Bitter Winter che don Liu Maochun abbia inviato un messaggio su WeChat, dicendo che se avesse aderito all’APCC, sarebbe stato indotto per i metodi subdoli e spregevoli del regime e non per sua spontanea volontà.

Il giorno dopo l’arresto di don Liu, l’Ufficio di sicurezza pubblica di Ningde ha ordinato l’arresto di don Zhu Rutuan, un altro sacerdote della diocesi, per costringerlo ad aderire all’APCC. Avendo ricevuto un avvertimento, il sacerdote si è nascosto e i funzionari dell’Ufficio stanno impiegando mezzi di sorveglianza ad alta tecnologia per trovarlo.

Una fonte interna all’amministrazione ha riferito a Bitter Winter che le autorità considerano i preti che rifiutano di aderire alla Chiesa patriottica alla stregua di “estremisti religiosi”, visto che credono solo in Dio e rifiutano l’autorità del PCC. “Ci sono piani per detenere gli “estremisti religiosi” o quelli che vengono etichettati come “xie jiao”, in corsi speciali di indottrinamento, che vengono chiamate “Case dell’amore”, mi conferma la fonte cinese.

E tutto ciò con il beneplacito di Papa Bergoglio, della Segreteria di Stato Vaticana e del suo Segretario di Stato Parolin, ormai inviso al Cardinale cinese Zen.

Carlo Franza – – blog.ilgiornale.it/franza

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