Conte: “Mai escluso accesso al Mes”

“Non ho mai escluso l’accesso al Mes. Queste decisioni politiche si prendono al tavolo di maggioranza dopo un confronto approfondito. Io ho dato soltanto un contributo per deideologizzare questo tema”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruno Vespa per il libro ‘Perché l’Italia amò Mussolini (e come ha resistito alla dittatura del Covid)’ in uscita il 29 ottobre da Mondadori Rai Libri.

Vespa chiede se prendendo il Mes l’Italia farebbe una brutta figura , visto che finora nessun altro paese lo ha preso. “Non ho una mia valutazione – risponde il presidente del Consiglio. – Oggettivamente prendo atto che il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto che, visto che nessuno prende il Mes, ci sarebbe uno stigma per chi lo chiede. Io non so quantificare questo stigma. Non posso prevedere le reazioni dei mercati finanziari”.

Ieri Conte ha dichiarato: “I soldi del Mes sono dei prestiti, non possono finanziare spese aggiuntive, si possono coprire spese già fatte e vanno a incrementare il debito pubblico. Se li prendiamo dovrò intervenire con tasse e tagli perchè devo mantenere il debito sotto controllo

E poi “sugli investimenti in sanità abbiamo investito circa 4 miliardi e in più ci sono soldi del Recovery, altri 9-10 miliardi. Quello che vogliamo dire è che il Mes non è la panacea come viene rappresentato”.

“Quando facciamo questi ragionamenti dobbiamo valutare che in ogni caso avremo interessi contenuti rispetto al rischio che gli analisti colgono, si chiama ‘stigma’ ed è difficilmente quantificabile. Decine di Paesi hanno preso il Sure, anche noi. Il Mes nessuno. Ecco perché io ho detto, senza nessuna pregiudiziale ideologica sul Mes, se avremo fabbisogno di cassa tra gli strumenti da considerare c’è anche il Mes. Ma prendere il Mes per risolvere una disputa nel dibattito pubblico non ha senso”. adnkronos

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