Covid, virologo Silvestri: “Come Hitler a inizio 1945. Allarmismo angosciante”

“Con i nuovi 4.458 casi di infezione da Sars-CoV-2” registrati in Italia secondo l’ultimo bollettino dell’8 ottobre, “anche se con mortalità contenuta e situazione ospedaliera sotto controllo, in molti stanno vivendo momenti d’ansia, a volte purtroppo accentuati da una comunicazione che tende a confondere la (giusta) raccomandazione di (dovute) cautele con spunti di angosciante (e controproducente) allarmismo“. Invita a non farsi prendere dal panico Guido Silvestri, virologo italiano docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, che sulla rubrica social ‘Pillole di ottimismo’ da lui fondata fa il punto sulle armi a disposizione contro la pandemia di nuovo coronavirus.

Vaccini, studi genetici utili a definire approcci personalizzati e anticorpi monoclonali sono, secondo l’esperto, le “tre importanti aree di progresso” che dovrebbero farci sperare. Silvestri le passa in rassegna “per ribadire che – mentre ci prepariamo ad affrontare questi ultimi mesi di forzata convivenza con Covid-19, in cui dobbiamo essere calmi, intelligenti e prudenti – il virus ha davvero i giorni contati.

Se mi permettete un’immagine storica”, aggiunge ricorrendo a una metafora, “io lo vedo come Hitler a inizio 1945, quando l’Armata rossa aveva scatenato l’offensiva della Vistola-Oder e gli anglo-americani si preparavano a passare il Reno. Certamente farà ancora dei danni, dei morti, dei lutti, ma presto – è convinto Silvestri – verrà sconfitto dal fuoco benefico della scienza”. adnkronos

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