Recovery fund: per prestarci i nostri soldi vogliono l’IMU sulla prima casa

di Guido da Landriano – – Scrivo rapidamente alcune parole per ricordare a chi, bontà sua, ha stappato lo champagne per festeggiare il Recovery Fund che, ahimè “Non esistono pasti gratis”. L’accesso ai fondi a fondo perduto viene ad essere sottoposto all’adattamento delle politiche nazionali alle indicazioni finanziarie della Commissione, comprese quelle per il 2020, emesse nel 2019. Questa scriveva, papale papale, che:

Dato che le basi imponibili meno penalizzanti per la crescita, come il Patrimonio ed i Consumi, sono sottoutilizzate, vi sono margini per alleggerire il carico fiscale sul lavoro e sul capitale senza gravare sul bilancio dello stato.

La Commissione dava subito un’indicazione precisa: bisogna eliminare l’esenzione IMU sulla prima casa. Affermando che l’esenzione andava a favore di tutti i cittadini, senza considerazione della loro ricchezza, questa deve sparire. Aggiungiamo poi che la Commissione continua a puntare sulla “Revisione degli estimi catastali”, misura che, con la caduta dei prezzi immobiliari degli ultimi 10 anni, dimostra come a Bruxelles si parli di Italia senza avere un’idea di cosa stia realmente succedendo nel nostro paese.

Quindi essere a favore dell’utilizzo del “Recovery fund”, anche a fondo perduto, significa:

  • essere a favore di imposte patrimoniali, a partire dall’IMU sulla prima casa, la cui cancellazione ha oggettivamente aiutato tante famiglie che hanno ereditato una casa;
  • essere a favore di imposte patrimoniali in generale, anche se non esiste un reddito per poterle sostenere. un vero e proprio caso di esproprio non proletario, ma capitalistico ed eterodiretto;
  • essere a favore di imposte sui consumi, magari con l’alibi dell’economia “Verde”, come quelle sulla plastica. Tutte misure regressive che colpiscono il povero e salvano il ricco.

Questi sono i veri regali del regali del Recovery Fund, gli stessi che vedete già lentamente “IMpacchettati” dal governo e dal MEF. Ne sentite già parlare e poco a poco si materializzeranno. Del resto volete tutti il regalo europeo!! quindi dovete pagare. (scenarieconomici.it)

Borghi: “Finora l’Italia ha dato alla UE 200 miliardi e ne ha ricevuti zero”

Condividi