Russiagate: colpo di scena nel caso Flynn, cadono le accuse

Il Dipartimento di giustizia americano ha lasciato cadere le accuse contro l’ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn, coinvolto nel Russiagate e messo in stato di accusa dal procuratore speciale Robert Mueller. Un vero e proprio colpo di scena, dopo che Flynn si era dichiarato colpevole di aver mentito all’Fbi a proposito dei cuoi contatti segreti con un diplomatico di Mosca. La decisione e’ arrivata dopo che lo scorso mese Donald Trump aveva detto di considerare la grazia per il suo ex consigliere.

Donald Trump si e’ detto molto felice per il suo ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, dopo che il dipartimento di giustizia ha lasciato cadere il procedimento nei suoi confronti.

Così esulta Donald Trump, che più volte ha difeso il suo ex consigliere e che lo scorso mese aveva anche evocato un provvedimento di grazia, affermando come Flynn sia “un uomo innocente” e “un grande guerriero” vittima di una sorta di persecuzione: “Sono molto felice per lui”, ha affermato il tycoon.

Che le cose si stessero mettendo a favore di Flynn si era capito con le improvvise dimissioni del procuratore che aveva condotto il caso, Brandon Van Grack, più volte attaccato dai legali dell’imputato e in contrasto con la linea del dipartimento di Giustizia.

(Adnkronos) Nella loro acquisizione di documenti, va ricordato, i legali di Flynn lo scorso anno fecero richiesta al dipartimento di Giustizia anche di due dispositivi Blackberry che si ritiene siano appartenuti a Joseph Mifsud, il misterioso professore maltese della romana Link Campus University, protagonista di un altro filone del Russiagate.

Secondo gli avvocati, le memorie dei Blackberry potevano contenere prove a discarico di Flynn. La loro richiesta non venne accolta. Il ruolo di Mifsud e di altri presunti attori della vicenda Russiagate è oggetto di un’altra indagine, affidata dal ministro della Giustizia Barr al procuratore John Durham, che punta a fare luce sulla genesi del Russiagate, il ruolo degli allora vertici dell’Fbi e della Cia e di eventuali governi alleati. In questo ambito, Barr e Durham lo scorso anno sono stati due volte in visita a Roma per incontrare i vertici dei servizi di intelligence italiani, che hanno più volte smentito qualsiasi coinvolgimento nella vicenda Russiagate.

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