Governo punisce i cittadini, ma ‘perdona’ i detenuti rivoltosi?

Carceri, Potenti (Lega): Governo punisce i cittadini, ma ‘perdona’ i detenuti rivoltosi? “Intervenendo oggi alla Camera in occasione dei lavori di conversione del Decreto 19/2020, ho annunciato di voler conoscere quanti e quali provvedimenti siano stati assunti per punire le rivolte scoppiate nelle carceri italiane dal 7 marzo. Almeno ventidue istituti in dieci regioni sono stati coinvolti dalle proteste che dietro potrebbero avere – come da ipotesi degli inquirenti riportate da inchieste giornalistiche – la regia della criminalità organizzata.

A fronte di 500 mila sanzioni amministrative elevate ai danni dei cittadini italiani che hanno violato il lockdown, vorrei sapere se la stessa solerzia è stata applicata all’indirizzo dei carcerati protagonisti dell’insurrezione sincronizzata che per tre giorni ha paralizzato i penitenziari italiani e che – secondo il parere di autorevoli magistrati ed il sospetto degli investigatori – potrebbe aver avuto una regia unitaria delle cosche per lanciare al Governo, forse, un segnale e chiedere un migliore trattamento per i boss.

Attendo, quindi, una risposta dal Ministro della Giustizia, nella certezza di vedere smentiti i timori di una blanda reazione dello Stato di fronte alle condotte prepotenti dei detenuti in rivolta che sono costate decine di feriti tra gli uomini della Polizia Penitenziaria e ben dodici morti tra la popolazione carceraria stessa”. Lo dichiara in una nota l’On. Manfredi Potenti, membro della II Commissione Giustizia, nonché Segretario della Commissione d’inchiesta Ecoreati.  COMUNICATO STAMPA

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