Bonafede: non è vero che abbiamo scarcerato i mafiosi

Controlli continui sui detenuti posti ai domiciliari a causa del coronavirus per decongestionare le carceri. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese rispondendo al question time al Senato prova a bloccare subito le polemiche dopo la scarcerazione di boss mafiosi.

“Il contratto con Fastweb prevede la consegna di 1.200 braccialetti elettronici al mese – spiega -, poi a maggio e giugno, grazie ad un accordo col commissario straordinario Domenico Arcuri, avremo un surplus di 1.700 braccialetti. Ci sarà inoltre un costante monitoraggio da parte delle forze di polizia” sui detenuti posti ai domiciliari. Queste “cautele consentono di fugare i dubbi riguardo alle ricadute sulla sicurezza dei cittadini” del provvedimento che ha disposto i domiciliari per alcune categorie di detenuti al fine di decongestionare le carceri durante l’epidemia Covid.

Alfonso Bonafede su Facebook: Credo ci sia un limite a tutto. Sia chiaro: tutte le leggi approvate da questa maggioranza e riconducibili a questo Governo sanciscono ESPLICITAMENTE l’esclusione dei condannati per mafia (ma anche di qualsiasi reato grave) da tutti i c.d. benefici penitenziari.

In questo momento di emergenza, la diffusione di notizie false è particolarmente grave, soprattutto se cinicamente finalizzata a generare sfiducia nel Governo da parte dei cittadini.
Se poi si parla di una materia così delicata come la lotta alla mafia, il cinismo diventa puro e inaccettabile sciacallaggio. Sostenere, infatti, che alcuni esponenti mafiosi sono stati scarcerati per il decreto legge “Cura Italia” non solo è falso, è pericoloso e irresponsabile.

Si tratta infatti di decisioni assunte dai giudici nella loro piena autonomia che in alcun modo possono essere attribuite all’esecutivo. L’unica cosa che può fare il Governo (e che, ovviamente, sta già facendo) è attivare, nel rispetto dell’autonomia della magistratura, tutte le verifiche e gli accertamenti del caso, considerato anche il regime di isolamento previsto dal 41 bis.

Un’ultima osservazione: è giusto sottolineare che, in questo momento, i magistrati di sorveglianza stanno facendo un lavoro importantissimo per affrontare l’emergenza Coronavirus nelle carceri.”

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