Così il Comune di Bologna lascia per strada i disabili. Di notte

di Lorenzo Tomassini

PALAZZO D’ACCURSIO CHIEDA SCUSA A STEFANO
Sabato scorso, in piazza Aldrovandi, è stata rimossa l’automobile di un disabile. Il mezzo era stato parcheggiato lungo il margine destro della carreggiata, proprio a ridosso dei gradini che consentono l’accesso allo sportello della filiale di Unicredit. Mancavano poco più di venti minuti a mezzanotte ed a terra c’erano già i cocci di bottiglie infrante e bicchieri di plastica abbandonati assieme a pacchetti di sigarette accartocciati. Tutt’attorno una moltitudine urlante e fumante alimentava l’atmosfera “speziata” che ormai, dopo la resa dello Stato, è l’elemento distintivo della zona universitaria bolognese.

Sullo sfondo, lui, un uomo con due stampelle ed una gamba sola che, rosso in viso e con occhi sgranati, guardava tanto il margine della strada ove aveva parcheggiato il suo “mezzo di libertà”, quanto i tanti presenti che, per quel problema, era come fossero assenti.
Con lui, c’ero anch’io.
Dopo qualche istante di smarrimento, incredulo ed indignato, “aggrappo” la mia voglia di reagire all’ingiustizia ed all’insensibilità a due lampeggianti che vedo d’un tratto sbucare da via Petroni. Prima urlo, ma è inutile. Allora corro loro incontro, agitando il braccio e la mano destra.
Mi hanno visto! Anzi, ci hanno visti, perché Stefano, dopo quattro anni dal terribile incidente, si muove come un gatto su quelle stampelle.

Poche parole.
“Sono un disabile, come vedete. Avevo parcheggiato qui a lato la mia macchina, con tanto di contrassegno ben visibile sul cruscotto, ed ora non c’è più”.
“Aspetti un attimo che verifichiamo. Mi dà la targa?”
“Certamente …”
Passano pochi minuti.
L’auto qui non poteva stare perché vige il divieto di fermata. Un collega l’ha fatta rimuovere ed ora si trova in via Jacopo Di Paolo, alla depositeria. Sicuramente non pagherà la rimozione, ma soltanto la contravvenzione per il divieto di sosta”.

MA CI RENDIAMO CONTO???
Il “sistema di regole” voluto da Palazzo D’Accursio lascia sulla strada abbandonata a sé stessa una persona disabile per garantire più spazio ad una moltitudine di ubriachi, drogati, spacciatori, venditori abusivi di alcolici e gadgets di ogni tipo che, ogni fine settimana, rende la vita impossibile ai residenti e danneggia il tessuto commerciale sano della città.

Prevenendo critiche ed obiezioni, voglio sin d’ora precisare che l’abuso e l’inciviltà dell’indirizzo dato dalla politica agli Agenti di Polizia Locale, sta in quanto precisato dal Direttore generale del ministero dei Trasporti in una nota inviata alla Consulta per la tutela dei diritti delle persone disabili della Regione Liguria: “Un veicolo al servizio di una persona disabile titolare del contrassegno invalidi posteggiato non correttamente, non può essere né rimosso né bloccato, ma solo sanzionato. La rimozione è possibile solo in caso di grave intralcio alla circolazione, sia veicolare che pedonale: anche in questo caso, la rimozione deve essere realizzata “il più vicino possibile” al luogo dove è stata impropriamente parcheggiata l’auto, senza sanzioni accessorie e tenendo conto di eventuali barriere od ostacoli che impediscano di fatto il raggiungimento dell’auto senza difficoltà da parte della persona disabile”.

Ora chiedo al Sindaco Merola, che sovente ha parcheggiato la “sua” auto (rectius: l’auto di lusso concessa da Volvo Italia in comodato al Comune di Bologna sulla quale lui quotidianamente poggia le terga) dove non doveva senza incorrere in rimozione alcuna, chi e cosa l’auto di Stefano, disabile, intralciasse e per quale motivo la stessa sia stata portata in luogo assai lontano (Via Jacopo Di Paolo), atteso che era dovere degli operanti ricercare uno stallo disponibile nelle immediate vicinanze (magari, nel cortile di Palazzo D’Accursio come il Signor Sindaco ha fatto per mesi e mesi senza averne diritto).

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