Un giubbotto salvagente “crocifisso” per ricordare i migranti

foto Agensir

La nostra ignavia è peccato”. Dal Cortile del Belvedere, nel cui ingresso è appesa da oggi una croce di resina “vestita” da un giubbotto salvagente appartenuto ad uno dei tanti migranti ignoti che hanno perso la vita in mare, il Papa lancia un ennesimo appello ad accogliere e prendersi cura delle schiere di coloro che sono costretti a lasciare le loro terre a causa della nostra ingiustizia.

Come scrive Agensir.it, “Il giubbotto ‘veste’ una croce in resina colorata, che vuole esprimere l’esperienza spirituale che ho potute cogliere dalle parole dei soccorritori”, spiega il Papa descrivendolo: “Questo è il secondo giubbotto salvagente che ricevo in dono. Il primo mi è stato regalato qualche anno fa da un gruppo di soccorritori. Apparteneva a una bambina che è annegata nel Mediterraneo. L’ho donato poi ai due Sottosegretari della Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Ho detto loro: ‘Ecco la vostra missione!’”. “Con ciò ho voluto significare l’imprescindibile impegno della Chiesa a salvare le vite dei migranti, per poi poterli accogliere, proteggere, promuovere ed integrare”

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