Liliana Segre non riceveva 200 messaggi di odio al giorno

IL RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO ANTISEMITISMO: 200 INSULTI TOTALI ALL’ANNO PER PERSONAGGI DI RELIGIONE EBRAICA (SEGRE, LERNER, FIANO, PARENZO…)

https://osservatorioantisemi-c02.kxcdn.com/wp-content/uploads/2019/09/AM_2018_annuale_28ott2019.pdf

L’ARTICOLO DI ”REPUBBLICA” CHE HA SCATENATO LA REAZIONE DI TUTTO IL MONDO POLITICO, DA CONTE ALLA CASELLATI, FINO A MATTARELLA POCHI GIORNI FA. BASATO SUL RAPPORTO QUI SOPRA, MA CON NUMERI MOLTIPLICATI PER 365

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2019/10/26/liliana-segre-ebrea-ti-odio-quegli-insulti-quotidiani-online16.html?rss&awc=15069_1573492753_4ccd81201da554cad2cda6fcc12f2f5d&source=AWI_DISPLAY

Nicolò Zuliani per www.termometropolitico.it (via Dagospia)

Liliana Segre non riceveva 200 insulti al giorno… prima.

Sabato 26 ottobre, su Repubblica, a firma di Pietro Colaprico è uscito un articolo intitolato “Liliana Segre, ebrea. Ti odio” Quegli insulti quotidiani online. All’interno cita un rapporto dell’osservatorio antisemita e sostiene che la Segre riceva 200 insulti al giorno. Il rapporto esce due giorni dopo e dice una cosa diversa; i dati si riferiscono al 2018, non al 2019. Gli episodi di antisemitismo sono 197 all’anno, non 200 al giorno. (contro tutta la comunità ebraica, non contro la Segre specificamente, ndr)

“personaggi pubblici come Gad Lerner, Emanuele Fiano, Sandro Parenzo, Enrico Mentana e Liliana Segre sono spesso vittime di invettive antisemite, specie sui social”.

Antisemitismo in Italia nel 2018, pg.12

Leggetelo voi e fatevi un’idea, ma non si capisce perché debba prendere solo la Segre o come 197 all’anno siano diventati 200 al giorno.

Il punto, comunque, non è questo: è il risultato.

Oggi pubblicare articoli di hatebaiting è la norma. Basta pubblicare belle donne, gente ricca e/o famosa, immigrati, ebrei, perché sotto appaiano due o tre commenti ripugnanti. Sulla pagina Facebook della testata i numeri si possono tranquillamente quintuplicare. Purtroppo o per fortuna per il mio fegato, Facebook non consente la ricerca interna con le parole chiave, ma sul sito dell’osservatorio si possono consultare alcuni campioni.

Il motivo per cui questo accade di più sui social e non nei siti d’informazione è da un lato la rapidità – su Facebook sei già loggato, non devi compilare campi e inserire password – e dall’altro la solidarietà della folla. Succede con qualsiasi argomento; uno legge il titolo di una notizia e non va a leggere l’articolo, bensì i commenti. Appena trova un commento che gli piace, lo replica a modo suo.

Quello dopo farà lo stesso, raddoppiando il carico per attirare l’attenzione.

episodi di antisemitismo

È impossibile decidere se il proliferare di deiezioni digitali sia competenza più della DIGOS o del reparto di psichiatria, ma di sicuro sta avendo delle conseguenze concrete. La scorta è stata data a Liliana Segre e non a Gad Lerner, a Parenzo, a Mentana o Fiano; eppure la nostra Liliana nazionale non era presa più di mira di Gad Lerner.

È stata insomma una decisione emotiva costruita su un articolo emotivo scritto sulla base di commenti emotivi concepiti da scimmie emotive che ora sono ancora più emotive, sono ancora più determinate nella loro crociata farneticante, che non è l’antisemitismo o il razzismo: è l’ego. […]

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