Decreti sicurezza, il Conte 2 torna in bilico. Ultimatum Di Maio

Si complica nuovamente la gestazione del governo Conte bis. A rimettere tutto in discussione è ancora Luigi Di Maio, che al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte è tranchant: “Non ha senso rivedere i decreti sicurezza“, i punti programmatici posti dal M5s “devono entrare nel programma” del governo, “altrimenti sarà meglio tornare al voto, e aggiungo: prima possibile”.

Dichiarazione che provoca la reazione immediata dal Pd, affidata al vicesegretario Andrea Orlando: la conferenza stampa di Di Maio è “incomprensibile. Ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza”. Clima dunque nuovamente teso, tanto che Conte evita di rilasciare dichiarazioni al termine delle consultazioni.

Prima di Di Maio, a incontrare Conte era stato Nicola Zingaretti, in un colloquio decisamente più lungo: quasi un’ora e mezzo contro i 45 minuti di Di Maio. Al termine, il segretario Pd aveva ribadito la “necessità di una svolta”, tanto più dopo i dati negativi sull’economia diffusi dall’Istat. E aveva chiesto la modifica dei decreti sicurezza, “almeno per i rilievi avanzati dal Capo dello Stato”, e “politiche espansive” grazie allo spazio fiscale liberato dal calo significativo dello spread.In mattinata erano invece saliti i partiti del centrodestra, che hanno marcato anche in questa occasione significative differenze. ASKANEWS

Condividi