Milano Porta Garibaldi: bolgia infernale tra rifiuti, siringhe, feci e urina

City Report di Milano con Tullio Trapasso  torna a documentare il degrado del capoluogo lombardo; dopo aver portato alla luce lo scorso dicembre le disastrose condizioni del Palasharp e del terminal bus di Lampugnano , questa volta ci siamo recati in Stazione Garibaldi, nel cuore di Milano dove potuto riscontrare una situazione a dir poco sconcertante.

Nel fine settimana appena trascorso ci siamo recati assieme alla troupe sul lato sinistro della Stazione Garibaldi precisamente nella laterale vale Don Sturzo strada che permette di recarsi sia nel piazzale della stazione sia in direzione opposta verso il cimitero monumentale .
Qui percorrendo la strada (più bassa rispetto alla strada dove scorrono le auto) che costeggia la stazione , si giunge sotto i ponti e già lì si possono notare i primi senzatetto .Proseguendo verso il basso si giunge ad una discesa laterale con un cancello carraio , dal quale fuoriesce un individuo sordomuto munito di fischietto , che ha cercato di disincentivare la troupe dall’entrare all’interno dell’edificio, senza però riuscirci; a quel punto il personaggio in questione ha iniziato a fischiare per avvisare chi era all’interno della struttura ed è poi sparito. Tale soggetto veniva tra l’altro notato anche in altri luoghi di occupazione e sempre con il medesimo ruolo di “guardiano” “custode”  improvvisato ed è lui che sceglie chi può entrare e chi invece deve rimanere fuori (ecco il perché dei senzatetto sotto i ponti )

 

Una volta all’interno dei sotterranei della Stazione, la troupe si è trovata davanti a una vera e propria bolgia infernale del bivacco tra rifiuti, topi grandi come gatti, bottiglie rotte, siringhe, montagne di spazzatura, resti di cibo, feci ed urina. Nei corridoi, accanto alle tubature si trovano molti giacigli , ed alcuni immigrati sub-sahariani prima inpiedi alla vista della telecamera , si sono immediatamente buttati a terra e coperti con delle coperte .

Ciò non è casuale:“E’ un meccanismo che ho già visto in diverse occasioni. Una volta avvisati questi individui africani si coprono immediatamente per non farsi riconoscere”.
“Nel fine settimana nei lunghi corridoi sotterranei si incontrano clienti e spacciatori che della vicina zona di corso Como si riforniscono e si riparano in questo inferno sotterraneo. Una vera terra di conquista per pusher e spacciatori e un rifugio e una trappola per diversi ragazzi/e storditi dallo sballo notturno o in cerca di sostanze”.
Un contesto di degrado che non può non richiamare al caso di Desireè Mariottini a Roma o allo stabile degli orrori di Ancona, perché quando si lasciano proliferare luoghi del genere dove tutto può accadere, diventa poi inutile inorridirsi quando ci scappa la tragedia. Quando si lascia uno spazio vuoto, incustodito, questo viene occupato, è un dato di fatto.

Un altro elemento alquanto preoccupante è il facile e direttoaccesso che dal sotterraneo incustodito permette l’incontrollato accesso alla stazione , direttamente nella banchina del binario 7 dove stazionano passeggeri e treni ignari dell’inferno presente in quella anonima porta alle loro spalle .

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