Immigrazione clandestina, 3.000 euro a viaggio: 14 fermi a Palermo

Sfruttamento dell’immigrazione clandestina, contrabbando di tabacchi lavorati, fittizia intestazione di beni e attività economiche. Incastrato un gruppo criminale, composto da italiani e stranieri e disposti 14 fermi a Palermo. Operazione della Guardia di Finanza che ha bloccato i soggetti al porto di Palermo, agli ormeggi per l’imbarco su motonavi in partenza per la Tunisia, pronti a esportare illecitamente denaro contante per oltre 30mila euro.

La banda reclutava migranti clandestini chiedendo per la traversata fino a 3mila euro per tratta. E utilizzava gommoni carenati, dotati di potenti motori fuoribordo, con i quali era in grado di coprire il tratto di mare che separa le due sponde del Mediterraneo in poche ore, trasportando, per ciascuna traversata compiuta, dai 10 ai 15 migranti clandestini e tabacco lavorato, che raggiungeva in alcuni casi il peso di qualche quintale.Dalle indagini è emerso il lavoro criminale del tunisino Moncer Fadhel, alias Giovanni, riconosciuto anche per la folta barba nera, a capo della banda criminale che operava in Italia e in Tunisia.

Disposti i sigilli a tre aziende operanti nel trapanese e riconducibili al capo dell’organizzazione criminale (un noto ristorante, un cantiere nautico e una azienda agricola, oggetto di reimpiego degli illeciti guadagni), e diversi immobili e mezzi navali/terrestri, oltre a tre milioni di euro. (askanews)

Gli arrestati sono: Fadhel (alias Giovanni, alias Boulaya) Moncer, nato in Tunisia, 38 anni, Fakhri Moncer, nato in Tunisia 35 anni, Bessem Elaiba, nato in Tunisia, 34 anni, Moussa Hedhili, nato in Tunisia, 26 anni, Nabil Zouaoui, nato in Tunisia ,55 anni, Filippo Solina, nato a Lampedusa 51 anni, Salvatore Spalma, nato ad Agrigento, 30 anni, Francesco Sacco nato a Porto Empedocle, 53 anni, Antonino Lo Nardo, 43 anni, nato a Palermo, Giulio Di Maio, 32 anni, nato a Palermo, Vincenzo Corda, 35 anni, nato a Palermo, Pietro Ilardi, nato a Palermo, 44 anni. Due sono ancora ricercati.

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